Magazine Giovedì 24 luglio 2008

Brad Barron è tornato in edicola

© Sergio Bonelli Editore

Magazine - A quasi due anni dall’epilogo – il diciottesimo numero della serie dedicata a Brad Barron è uscito nell’ottobre del 2006 – l'eroe anni cinquanta creato da Tito Faraci torna in edicola con due appuntamenti annuali. Il primo dei due numeri è in edicola in questi giorni.
Per celebrare il ritorno di Brad Barron abbiamo pensato di lasciare che sia lui stesso a parlarvi delle sue nuove avventure.

Morb. Hanno invaso la terra, ci hanno quasi sterminati, hanno rapito la mia famiglia, la mia vita. Mia moglie Gloria e mia figlia Lucy. Spesso mi sono chiesto se sarei andato all'infermo pur di salvarle. Dopo quello che ho passato un paio di anni fa conosco la risposta.
Erano un popolo di guerrieri, una società costruita su caste e organizzate secondo una gerarchia militare. L'umanità è stata chiamata alla prova più dura. Ho visto la paura e il coraggio, l'egoismo e il sacrificio e tanti, tanti morti. Troppi per un solo uomo.
Morb. Mi hanno catturato e hanno provato a trasformare il mio nome, Brad Barron, in un numero, il nove.
Morb. Lenti ma violenti e portatori di una tecnologia che nell'America di oggi, in pieni anni cinquanta, neppure ci sogniamo.
Morb. Hanno annichilito le nostre difese in una notte e subito hanno provato a ricostruire la terra a loro immagine e somiglianza, popolando intere regioni di creature aliene che hanno trovato terreno fertile per svilupparsi. È affascinante osservare come certe creature si siano abituate al nostro eco-sistema. Si sono adattate e hanno avuto successo là dove i loro padroni hanno fallito. Hanno conquistato intere zone del nostro pianeta trasformandole in qualcosa di diverso, di alieno, di nuovo.
Io prima del soldato che sono stato - ancora mi sveglio di colpo con nelle orecchie e negli occhi i suoni e le immagini che ho visto durante la missione in Normandia - sono un biologo. Strano per uno studioso della vita aver ammazzato tanta gente, aver annientato tanti alieni. Ma spesso non si può scegliere e il tempo di una domanda, lo spazio di un'indecisione ha la stessa consistenza del confine tra la vita e la morte.

Ora che i Morb sono andati via avrei potuto ricostruire la mia vita. Ma come per le creature che hanno invaso la terra anche la mia vita è stata contaminata irreversibilmente. Non dimenticherò i mesi di fuga - braccato in ogni angolo - né la tenacia con cui volevano rimettermi un guinzaglio. Volevano catturarmi e mi temevano. Avevano ragione. Quando mi sono trovato faccia a faccia con la creatura chiamata l'Unico ho capito che le loro paure erano fondate, ma solo perché sono stato la pedina di un piano più grande, la scintilla per ridare vita ad una civiltà - la loro - giunta al crepuscolo.

Ad alcune persone sembra che la vita non permetta di annoiarsi. Io sono tra quelle. Sempre nuove sfide mi aspettano, nuove barriere da infrangere, nuovi faccia a faccia con il mio ultimo respiro, fino al giorno in cui. per una distrazione, un pensiero, un momento di indecisione mi troverò dall'altro lato di quel confine. Quel giorno avrò le spalle la mia vita e davanti il nulla. Non il mio pianeta, non i miei studi, non mia moglie e neppure la mia piccola Lucy. Una parte di me si illude che - come avveniva con i personaggi dei fumetti che leggevo da ragazzo - quel giorno non arriverà mai e che alla fine di una sfida ce ne sarà una nuova.

Buona Lettura

di Francesco Cascione

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