Concerti Magazine Mercoledì 2 luglio 2008

I Gang festeggiano 25 anni di carriera

Li ho visti conquistare, nel giro di un concerto, una platea di rockisti esterofili accorsi per Elliot Murphy, alla fine quasi dispiaciuti che il set di supporto fosse già concluso. Li ho visti tante altre volte dal vivo ed è sempre stata un’emozione forte, un’onda rock che travolge e trascina, tutto insieme, testa gambe e cuore. Per questo non riesco a spiegarmi perché i Gang, uno dei migliori gruppi rock italiani di sempre, non siano patrimonio comune e diffuso fra tutti coloro che ancora sanno provare un sentimento abbinato alla musica.
O meglio, considerando che si tratta di personaggi dagli ideali chiari e ben dichiarati e poco inclini al compromesso, e che vivono e operano in Italia, forse il tutto trova una (triste) spiegazione. Giunti alla svolta dei 25 anni di onorata carriera, anche i fratelli Sandro e Marino Severini si concedono una piccola pagina autocelebrativa con una serie di iniziative destinate a riepilogare anni di chilometri e palchi, sui quali si è srotolato il loro rock militante ed avvincente. Barricadero, da “operai del rock” come loro stessi si definiscono, e l'immagine delle chitarre che diventano utensili per costruire un mondo più giusto è una delle più suggestive e riuscite.

Ad un libro, intitolato come il loro lavoro forse più bello Le radici e le ali uscito per la casa editrice Fernandel (13 Eu) a firma di Lorenzo “Lerry” Arabia e Gianluca Morozzi, e ad un ricco doppio cd, Dalla polvere al cielo il primo dal vivo, stampato in 1000 copie e prenotabile sul loro sito, l’onore di testimoniare la storia dei fratelli Severini. I quali iniziarono come tanti, fra cantine, impegno politico e strumenti prestati dal parroco di un centro di provincia italiana, Filottrano, nelle Marche, tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni 80, quando l’onda d’urto del punk era al suo apice ed i Clash di Joe Strummer una fonte di ispirazione per tanti ragazzi .

Proprio dai solchi dei Clash, vera folgorazione per i Severini, presero le mosse i primi lavori dei Gang, quelli del periodo in lingua inglese: il minilp autoprodotto Tribe’s Union, il 45 Against the dollar power, con Billy Bragg, altro grande ispiratore della avventura dei Gang, Barricada rumble beat e Reds con la produzione di Paul Roland. La svolta arriva nel 1991 con la decisione di comporre e cantare in italiano, ed affinare i primi passi nella costruzione di un linguaggio che, mixando fatti sociali e impegno politico, metafore e poesia ed affidandoli ai ritmi sostenuti ed alle chitarre taglienti di Sandro Severini diventerà il loro marchio di fabbrica: Le radici e le ali, Storie d’Italia e Non è per sempre compongono la classica trilogia dei Gang, e sono i dischi da cui partire per chi non conosca ancora la loro storia. Ci trovate le canzoni più ispirate e conosciute, da Socialdemocrazia e Bandito senza tempo, da La pianura dei 7 fratelli a Eurialo e Niso a La lotta continua, che dal vivo diventa una festa di popolo.

Poi, a fine anni 90, ancora due potenti album rock con la Wea, Fuori dal controllo e Controverso, ricchi di belle canzoni ma prodotti pensando ad un rock che non era quello dei Gang. Vale comunque la pena di accaparrarseli, visto che si trovano facilmente in giro a poco più di 5 Eu. L'ultima svolta è quella del ritorno a produzioni in proprio ma più veraci, il folk rock dei più recenti Nel tempo ed oltre, cantando, condiviso con il gruppo folk La Macina, ed Il seme e la speranza, del 2006, con rielaborazioni di pezzi noti, canti tradizionali e combat songs da tutto il mondo, Woody Guthrie incluso. Tutto questo e molto altro raccontano il libro ed i due cd dal vivo, entrambi pieni zeppi di storie ed aneddoti, personaggi e sentimenti che animano l’universo del gruppo. Un mondo aperto a chiunque abbia ancora voglia di pensare, emozionarsi e magari anche darsi anche da fare.

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