Magazine Giovedì 19 giugno 2008

Hulk: l'eroe schizofrenico

Magazine - Una montagna di rabbia alta due metri e mezzo. Non vi piacerebbe vederla arrabbiata?
Hulk è probabilmente l'icona a fumetti della forza bruta, ma anche della malinconia perché sempre in fuga da tutto, soprattutto da se stesso. Rispetto ai suoi colleghi Bruce Banner – l'alter ego del Golia verde – non vuole le sue super qualità. Non vuole essere uno dei cinque personaggi classificati dalla Marvel come Classe 77 di potere (può sollevare oltre 100 tonnellate) e non gliene frega nulla di poter saltare più in alto di un grattacielo o di essere più veloce di una pallottola. Nessuna storia di potere e responsabilità. Spogliato dei suoi superpoteri quello che rimane è un uomo solo con la sua patologia – la schizofrenia – da curare. È un sociopatico che vuole imparare a controllare la propria rabbia. Cosa fareste se ogni volta che la fetta biscottata con la marmellata vi cade sul lato sbagliato vi strappaste i vestiti per poi demolire casa vostra e il quartiere che la ospita?

L'idea alla base della genesi di Hulk è che l'avversario più temuto dell’eroe non è un super cattivo, certo quelli non mancano, ma proprio il suo alter ego. Banner ha subìto la sua trasformazione in seguito ad un esperimento mal concluso. Il suo stato di eroe non lo gratifica, non lo responsabilizza, è un fardello di cui farebbe a meno, un’anomalia da curare.
Per chi non lo sapesse premetto che la creazione di Hulk è ordinaria come quella di molti dei suoi colleghi. In mancanza di Hulk-insetti di lui si occupano i raggi gamma che mettono il sigillo ad un’esistenza carica di frustrazioni. Negli anni 60/70 i misteri dell’atomo erano il porto sicuro ogni volta che si voleva partorire un nuovo personaggio. Un’idea semplice, banale certo, ma anche efficace. Stan Lee non era tanto interessato a come un personaggio come quello ben impersonato da Edward Norton nel film era giunto tra di noi ma alla sua personalità.

HULK SPACCA! Ma non solo.
Hulk ama, Hulk soffre e Hulk si arrabbia.
È più un bambino troppo grosso - con tanti problemi di apprendimento – che un violento. Effettivamente è difficile non ricorrere a due mani grosse come pizze quando il proprio vocabolario si ferma ad un nome e ad un indicativo presente coniugato solo alla terza persona singolare.
Da lettore saltuario delle avventure di questo colosso verde posso segnalare tranquillamente alcune storie diventate un cult: in Futuro Imperfetto ad esempio, Hulk viene risucchiato nel futuro dove, morti tutti gli eroi, è solo contro un dittatore sanguinario e che soggioga il genere umano: lui stesso. Imperdibile anche la storia in cui sulla terra – giunta alla fine del tempo - rimangono solo un vecchissimo Bruce Banner e il suo inseparabile amico.

La storia attuale di Hulk non manca di punte drammatiche. Negli ultimi anni alla Marvel hanno deciso di sorprendere i lettori con storie a dir poco sconvolgenti. La voglia è quella di svecchiare i personaggi per avvicinarsi alle nuove generazioni di lettori. I puristi storcono il naso, ma il coraggio degli autori è spesso premiato.
Un paio di anni fa Mister Fantastic, Iron Man e i cosiddetti Illuminati decidono di esiliare Hulk – abitato dall’intelligenza di Banner - su un pianeta dove tutti sono come lui. Troppo potente, troppo incontrollabile, troppo pericoloso in prossimità della Guerra Civile tra super-eroi che ci sarebbe stata di lì a poco.
Ma Hulk evidentemente la sua versione cosciente non ha uguali e così diventa Imperatore del suo nuovo pianeta, si innamora, arriva quasi a mettere su famiglia. Peccato che per il Golia Verde non possa essere pace. L’astronave che lo ha esiliato esplode uccidendo un milione di suoi concittadini assieme alla sua sposa e al figlio che era in arrivo. Comincia così La Guerra dei Mondi di Hulk, che torna sulla Terra per uccidere chi lo ha cacciato dalla Terra, per vendicare la sua sposa, suo figlio, i suoi amici.
La World War Hulk da qualche mese è giunta anche in Italia. Il consiglio rivolto ai neofiti che – dopo aver sfogliato il film - vogliono immergersi nel fumetto, è quello di avvicinarsi ai primi numeri della saga e poi decidere sul da farsi. Interessante e certamente abbordabile attraverso il solito canale delle bancarelle la selezione di storie fatta da Repubblica qualche tempo fa in un volume a tema. Un ottimo vademecum a prezzo stracciato.
Buona Lettura!

di Francesco Cascione

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