Concerti Magazine Lunedì 16 giugno 2008

Mixtape: quando c'era l'audiocassetta

Anche voi avrete sicuramente qualche cassettina sepolta in un cassetto di casa vostra. Riesumatela e raccontateci la sua storia, scrivendo a

Mixtape: l'arte della cultura delle audiocassette è l’omaggio tributato da Thurston Moore, leader e chitarrista del gruppo rock Sonic Youth al supporto audio più diffuso e creativo degli anni '70 e '80. Il volume raccoglie le storie collegate alle personali selezioni musicali su nastro di una ottantina di personaggi dell’underground musicale di New york e si presenta in una veste grafica che riproduce in formato libro le famigerate c 60 e c 90 e relative covers e disegni fatti a mano.

L'uscita in Italia del lavoro, per la editrice ISBN, a circa tre anni dalla pubblicazione in America, ha subito scatenato l'ennesimo amarcord verso uno dei tanti supporti musicali che il presente ha ormai confinato nella soffitta dei ricordi. Antenato delle playlist digitali da blog o lettore portatile, ma con la materialità dell’oggetto, è ancora oggi molto caro a chi soleva sbizzarrire la propria creatività nell’arte di assemblare canzoni e pezzi musicali diversi seguendo il filo dei più vari denominatori.
Uno dei più frequenti era naturalmente la voglia di fare colpo sulla corteggiata (o sul corteggiato) di turno con una compilation che chiarisse definitivamente le intenzioni, ma non mancavano nastri compilati con gli scopi e gli intenti più vari. Per l'auto, tipicamente, come ad esempio i mixati che un tempo smerciavano i dj’s , nastri da relax o da velocità, da giorno e da notte e, in tempi più recenti, per correre o fare ginnastica . Da parte mia ho sempre considerato un atto di grande affetto la compilazione di una cassetta su misura per una persona cara, e credo di averne prodotta qualche decina. Ma rifacendomi agli intenti storiografici di Moore, e scavando nel paio di scatoloni sepolti che raccolgono qualche chilo di nastri registrati, devo dire che la maggior parte delle mie cassette riproducevano integralmente il contenuto degli Lp, seguendo la tendenza, che non ho mai abbandonato, a considerare l'album un’opera da apprezzare nella sua interezza.

Ci sono naturalmente delle eccezioni, come le assurde compilation classiche o operistiche dei periodi in cui un amico si accaniva nei tentativi di avvicinarmi alla musica colta, o le cassette di apprendistato rock registrate zeppe fino all'ultimo secondo dalla sterminata discografia dello zio. Conservo anche, solo per il valore del ricordo, delle orribili registrazioni su nastro rubate con mezzi più che di fortuna ai concerti di Willy de Ville, Elliot Murphy, i Dream Syndicate o i Gaznevada o molti altri. Ma più che a tutte le altre resto affezionato a quattro c 60 che stanno ancora qui in un cassetto e che testimoniano nascita vita e prematura eclissi del gruppo musicale liceal/ universitario in cui con quattro amici e poi anche due amiche negli anni 80 incrociavamo corde e tamburi sotto la sigla Chat qui espere.

Dal punk degli inizi, con liriche che risentivano chiaramente dei programmi letterari dell'ultimo anno di liceo, al soft rock della seconda fase, una trentina di pezzi immortalati su nastro,( finchè si potranno ascoltare, ma prudentemente riversati ed eternati su cd) fra il 1983 ed il 1985. Ed alla fine anche un live, registrato sotto il titolo No more fear of the stage ad esorcizzare la paura di dovere tirare fuori dalla cantina chitarre microfoni e batteria ed esibirsi davanti a qualche decina di amici più o meno compiacenti. Ingaggiati per qualche concerto estivo finimmo invece per scioglierci perché c'erano gli esami o le vacanze da fare. Ecco qua, il mio personale mixtape, ma, come ha insegnato anche Nick Hornby con la sua lista di 31 canzoni preferite di tutti i tempi, ognuno può divertirsi a riesumare ( e magari a raccontare a Mentelocale ) la propria storia su nastro.

Anche voi avrete sicuramente qualche cassettina sepolta in un cassetto di casa vostra. Riesumatela e raccontateci la sua storia, scrivendo alla nostra redazione.

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