Un ricordo di Fulvia Bardelli - Magazine

Teatro Magazine Mercoledì 4 aprile 2001

Un ricordo di Fulvia Bardelli

Magazine - 4.04.2001

"È stata con noi dal primo giorno. E resterà con noi ancora per molto. In palcoscenico e fuori ci siamo scambiati per 20 anni gioie, ansie e trepidazioni. Lei "c'era", sempre e comunque. Lascia amici veri sparsi dappertutto, conquistati dalla sua generosità, intelligenza, attenzione. In un gruppo, persone come Fufa sono insostituibili. oggi, intontiti da quella tragedia quasi irreale, pensiamo a tutti quelli, che, lontani, ancora non sanno. A loro diciamo di non preoccuparsi: Fufa si ricorda di tutti, prima o poi troverà il modo di farsi sentire. l'ultima immagine allegra è praticamente di ieri: lei, coccolata da Josè Saramago. Un altro incontro felice, umano, vero. Un'altra persona ammirata dalla sua passione per il lavoro e dalla qualità di un'amica rara. C'è una voragine di dolore qui in Archivolto. A Fufa mandiamo un bacio. Ne merita mille.
Il Teatro dell'Archivolto


Personalmente, ho conosciuto Fulvia solo pochi mesi fa. Molto gentile e disponibile fin dalle prime battute, mi incontrava nella sua veste di responsabile dell’ufficio stampa del Teatro dell’Archivolto (al Teatro Modena).

Fulvia – che preferiva farsi chiamare Fufa - attenta e vivace ha risposto con grande entusiasmo alla presentazione di mentelocale e da subito si è instaurato un ottimo rapporto. Semplice simpatia, puri contatti per questioni di lavoro, eppure oggi, uscendo dall’Archivolto dopo la matinée di “Le avventure del signor Quixana”, quando ho ricevuto la notizia, dura e inaspettata, sono rimasta confusa, rattristata.

Quarantaquattro anni, donna di teatro -si è formata presso la scuola dello Stabile- scrittrice di romanzi rosa per Mondadori, Fulvia Bardelli è sempre stata una donna dinamica, sociale e socievole, amante del buon gusto e piena di amici. Passare una serata con lei era un piacere e un divertimento, mi hanno detto in molti.

La carriera di scrittrice, Fulvia l’ha intrapresa quattro o cinque anni fa, scrivendo nei week-end, sempre documentandosi accuratamente. Si dedica al genere rosa che lei ha sempre affrontato come una sfida: conferire dignità letteraria ad un filone di massa per creare, oltre agli appassionati, anche un nuovo pubblico di fascia più alta. Con lo pseudonimo Frances Moore, nel 1997 debutta con Profezie d’amore ambientato all’epoca della conquista spagnola del Messico (primo ‘500) in cui si ritrovano i nomi storici di Cortés e Montezuma. Nel ’98, con lo stesso pseudonimo, esce il suo secondo lavoro, Lacrime nella pioggia e, nello stesso anno sotto la nuova identità di Luisa Sanmarino, pubblica Lo sguardo dell’inglese ambientato negli anni ’40 a Rimini. Segue Il viale della Felicità sulla Dolce Vita romana a Cinecittà e Ancora un tango nel ’99 firmato come Elsa Ortega. Gli pseudonimi non sono mai stati una scelta di Fulvia, bensì dell’editore.

Fulvia però ha debuttato nel vero senso della parola nella vita professionale come attrice compiendo tre stagioni di repliche allo Stabile con La bocca del lupo (1979), L’orologio americano e Donne attente alle donne. Rinunciò a quella strada all’inizio degli anni ottanta per due ragioni: le tournée, con l’impegno di restare fuori per mesi, e i ritmi di lavoro, che spesso significavano molte ore al giorno di recitazione.

Ho voluto ricordare Fulvia Bardelli, con un articolo, perché oggi che molti riti si sono persi, il ricordo - se personale - dedicato ad una persona scomparsa resta forse una pratica non inflazionata e sincera.


Per chi volesse dare un ultimo saluto a Fulvia, i funerali si tengono oggi 6 aprile alle ore 11.45 alla Chiesa di Sant'Anna in Salita Sant'Anna (zona C.so Magenta)


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