Magazine Giovedì 5 giugno 2008

Pre.mio: a Roma vince Silvestri

Magazine - Lo scrittore africano Alexander McCall Smith e l'autrice ventiduenne romana Erika Silvestri si sono aggiudicati la terza edizione della sezione ragazzi di Io Pre.mio Biblioteche di Roma. A Timothée de Fombelle la menzione speciale di Rai Gulp con Tobia.
La parola passa al vincitore della fascia d’età 8-10 anni, con il libro Le cinque zie perdute di Harriet Bean (Salani). Non poteva festeggiare in un modo migliore la sua storica collana Gli Istrici, che compie 20 anni+1. Con quasi 250 titoli, dal 1987 sono stati tra i principali protagonisti del fenomeno tascabile per ragazzi. Ed è tra loro che è andato via come il pane il testo scritto da McCall Smith.
Che dire di Erika Silvestri? Con Il commerciante di bottoni (Fabbri, pag.157, euro 9,90) si è aggiudicata il podio secondo la fascia d’età dagli 11 ai 13 anni. Dall’incontro con Piero Terracina, deportato ad Auschwitz, è nato il volume premiato lo scorso 3 giugno.

«Questo libro - spiega l’autrice - nasce dalla necessità di sfidare il tempo. Dalla volontà forte e forse ingenua di strappare al passato qualche frammento e ridare così una speranza al futuro di un uomo. La mia illusione, da quando Piero Terracina è entrato nella mia vita, è stata quella di regalargli una tangibilità oltre ai sentimenti, una dimensione reale e parallela in cui poter trovare almeno un disegno fatto dalle mie parole della sua famiglia perduta. Non avrei potuto parlare di Auschwitz se non allontanandomi pericolosamente dalla realtà. Avrei dovuto filtrare con l’immaginazione cosa vuol dire avere fame, o aver paura di morire ogni giorno. Non sarebbe servito a nulla, se non a creare immagini false per aggirare la realtà: ho ventidue anni e non so cosa sia la guerra e il dolore. Sentivo però di dover condividere la fortuna di conoscere Piero così da vicino, nella quotidianità, nella debolezza. Da questo nasce il modo in cui il libro è scritto: quasi un diario al quale descrivo non quel che lui ha vissuto, ma quel che lui è, quasi lo ritraessi con i pennelli su una tela. Un ritratto vivo e colorato, rispettando l’alternarsi di toni scuri, i dolori e le domande senza risposta, i racconti e i silenzi che non so spezzare e i toni chiari fatti di risate e abbracci, cioccolata e bottoni, pomeriggi passati insieme. Partendo dalla storia del nostro affetto speciale, senza nome come le sensazioni che sorprendono, lascio sullo sfondo la sua tragedia. Auschwitz è presente: è un altro protagonista che si impone a gran forza, inevitabilmente, insieme ad altre storie che nuotano intorno a noi, come linee che si intrecciano su un foglio per creare un disegno complesso e forse incomprensibile. Sami, che ha il volto dell’Amicizia. Ida, Nedo, Lida che riesce ancora a far battere il cuore al mio eroe. Un libro presuntuoso che vorrebbe essere una statua. Ho cercato di raccogliere racconti e silenzi di Piero e di portarli con me in stanze vuote in cui poterli guardare in volto. Nel buio, lottando ed arrabbiandomi davanti alle mie stesse domande che sbattevano contro i muri. Perché alla mia età si deve lottare contro quel che non si comprende. E poi imparare ad amare senza limitazioni, come fa Piero. Ho pensato ai miei coetanei scrivendo, con la speranza che possano stringere tra le mani il mio libro e sentirsi anche loro parte della storia, anche loro nipotini che conserveranno il nome di quel che è stato e lo grideranno forte quando nessuno vorrà più ricordarlo. La dignità di Piero e i suoi insegnamenti sono uno scudo più forte del tempo, della volontà di chi vuole cancellare il passato e riscriverlo, di chi non vuole sapere. Un libro è un oggetto e gli oggetti sfidano il tempo oltre la linea alla quale arrivano le persone, che paradosso».

Infine Timothée de Fombelle con Tobia (San Paolo, pag. 356, euro 16,50) ha ritirato il premio speciale assegnato da Rai Gulp al libro che meglio coniuga parola ed immagine. Un volume che ha venduto 40mila copie. Pluripremiato – in Francia dal Saint Exupéry al Prix Sorcières, in Italia dal premio Andersen al premio Giovanni Arpino – ha avuto un successo tanto straordinario da richiamare un seguito e la conclusione, quest’anno dal 28 febbraio in libreria con il titolo Tobia – gli occhi di Elisha. Il primo volume di questo bimbo alto un millimetro e mezzo racconta la storia del fanciullo e di suo padre. Studioso dalla grande saggezza, si rifiuta di rivelare il segreto di una invenzione geniale e per questo viene rinchiuso in prigione. Tobia e la sua famiglia vengono espulsi dalla comunità e sospinti in un esilio forzato nella zona dei Bassi Rami, perché la sua casa è una quercia. Ma Tobia Lolness riesce a fuggire dando inizio alla sua strabiliante avventura. Un cross-over, un romanzo che può venir letto da ragazzi e adulti: Harry Potter insegna. Non un fantasy. Da leggere con una lente di ingrandimento per scoprire, alla fine del libro, la frase nascosta.

di Roberta Maresci

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