Magazine Martedì 27 maggio 2008

«Le donne preferiscono gli stronzi»

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Care ragazze e cari ragazzi,
scrivo solo a voi un po' perché non si capisce più dove finiscano i ragazzi e dove comincino gli adulti, un po' perché siete voi a darmi un poco da pensare. Innanzitutto gli universitari che - lo vedo dalle statistiche - continuano a cliccare sulla pagina dedicata a loro, continuano a votarla, ma non si esprimono. Perché? Avete dello spazio, approfittatene, magari anche solo per raccontare la vostra esperienza, rassicurante o meno, a chi legge. Vi aspetto paziente.

Invece comincio a spazientirmi con gli ostinati che non hanno ancora capito che non rispondo privatamente. Ripeto, basta un'occhiata all'archivio e troverete la stessa spiegazione decine di volte, quindi mi rifiuto di riscriverla. Mi limito a aggiungere - come ho già straripetuto - che sono in grado di garantirvi l'anonimato comunque, basta chiederlo. Vi lascio alle ambasce del ragazzo qui sotto.

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Magazine - Ciao,
cosa posso dire di me? Mi chiamo Alessandro, ho 33 anni, sono una persona molto semplice, sincera, molto simpatica. Chi mi conosce mi giudica un bravo ragazzo, le donne sposate dicono che sono un bel ragazzo. Ma allora perché a 33 anni non ho ancora trovato la ragazza? Vedo in giro che le ragazze preferiscono lo stronzo o quello che si mette sempre in mostra. Si guarda solo all'apparenza ma mai alle qualità della persona. Visto che le italiane non sono interessate a me penso che presto mi rivolgerò ad una agenzia matrimoniale, perché non voglio restare solo per tutta la vita.
Alessandro

Caro Alessandro,
sembra che tu dica molto di te, invece sei chiuso a dire poco. Che le ragazze preferiscano lo stronzo non è leggenda, spesso è vero. Ma non vale anche il contrario? I ragazzi non preferiscono la stronza, possibilmente bella? Sarebbe normale negli anni della formazione, quelli in cui ci si mette alla prova, si desiderano emozioni intense: soffrire per amore è una sorta di preparazione - e di vaccino - per altre sofferenze. Di solito si recupera la ragione, si passa alla ricerca di qualcosa di solido, profondo e stabile. A volte, ahimé, ci si accontenta. Come faresti tu se cercassi un rapporto basato sulla "gratitudine" perché garantisci un certo benessere economico. Non penserai che sia la strada giusta, vero? E allora renditi conto di un paio di cose vere quanto sgradevoli: per la mia generazione non sei un ragazzo, sei un uomo e come tale dovresti pensarti.
Non ti dice niente? A me dice che - come tutti voi - non hai ancora notato che i tempi di crescita personale, emotiva e anche intellettuale si sono dilatati, che sia i ragazzi che le ragazze pensano giustamente alla carriera - e anche a divertirsi che non fa male - prima di accasarsi e che alla fine, prima dei quaranta, non si pensa alla famiglia. Siete dei Peter Pan e dovreste saperlo, ma siete anche penalizzati dal fatto che ci si stabilizza professionalmente molto tardi. Magari tu sei a posto, ma chi frequenti non lo è. In genere ciò che spinge a cercare un rapporto stabile è proprio la stabilità professionale.
Caro Alessandro, ho fatto un po' di sociologia spicciola per spiegarti che oggi il mondo non funziona più come vent'anni fa, quindi ti ho dato parecchie ragioni esterne a te per capire come mai le ragazze siano riluttanti alla relazione fissa oppure siano ancora parecchio immature (né più né meno di voi ragazzi, ripeto). Quelle dentro di te, se ce ne sono, o me le scrivi o te le trovi a solo. Non credo che tu venga respinto soltanto in nome della futilità, deve esserci dell'atro. Spiegatelo o raccontamelo.
Auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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