Magazine Venerdì 23 maggio 2008

Una mamma: «ho lasciato solo mio figlio»

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Magazine - Sono lontana dal mio piccolo che ha solo quattro anni per motivi di studio. Mi sento in colpa e sto male, tra un mese starà con me, ma il tempo sembra essere fermo.

Mi dispiace, per una mamma è sempre molto difficile stare lontana dal suo piccolo. Anche quando va tutto bene, anche quando è giusto, anche quando va fatto, è difficile. E non importa se poi i bambini lo vivono meglio delle mamme e non importa se, in fondo, è naturale che i bambini imparino a vivere una loro vita allontanandosi, progressivamente, dalle loro mamme. Non importa. Le mamma ci patiscono sempre. A volte anche troppo, ma non ci si può fare niente. E dunque lei è lontana, suo figlio starà benissimo, io non ho niente da dirle ma lei lo ha scritto. Ed io l’ho letto. A volte anche questo può essere d’aiuto.


Ha tradito la mia fiducia, si è trincerato dietro il silenzio. Prima mi ha promesso un futuro poi si è messo con un'altra donna. Dovrei essere nera dalla rabbia, aver voglia solo di insultarlo e, perché no, in un certo modo fargliela pagare. E invece? Niente di tutto questo.
Speravo che si fosse scelto una migliore di me e invece lunedì ho scoperto che, in un confronto alla pari, io vincerei alla grande. Ma anche questo non mi dà soddisfazione.
Perché? Non è normale, dottore.
Alcuni amici, saputo del fatto, si sono incavolati loro per me: io non provo nemmeno un briciolo di odio o di rivalsa. L'unica cosa che vorrei veramente è dirgli quanto per me sia importante, quanto sia innamorata di lui nonostante tutto. E poi mettere in pratica il consiglio che ha dato a Marco in una lettera di settembre 2007: "lei dovrà provare a riproporsi come un venticinquenne che cerca di conquistare una ventitreenne. E non mi chieda come. Lo dovrà fare a modo suo e con il suo stile".
Le nostre età sono diverse, abbiamo 210 km che ci dividono, sono cosciente che sarà una partita dura, che potrò anche perdere e che oltretutto vengo da un periodo pittosto nero su tutti i fronti. Quindi energie poche e mente non serena.
Chi mi ha ascoltato in questi giorni bui mi ha detto chiaro e tondo di voltare pagina, che io valgo molto di più. Ma ho fatto tanto per conoscere uno come lui, non voglio arrendermi o avere rimpianti.
Ha deciso lui di affrontare il noi insieme. Il discorso, mi creda, era sincero. Non accetto che queste sue parole siano cadute così repentinamente (soltanto un mese solo). Siamo grandi a sufficienza, se non provava niente non doveva cercarmi e parlarmi a tutti i costi.
Le sembra il mio atteggiamento anormale o assurdo?
Grazie,
Aja

Cara Aja,
la sua è una bella lettera, complessa, piena di riflessioni e di domande. Così sono rimasto a leggere più volte prima di arrivare a scrivere una risposta. E la realtà e che non sapevo da che parte incominciare. Dalla rabbia che non ha? Dal suo sguardo disincantato sulla sua storia? O dal fatto che tutto questo sembra il comportamento di una persona tutto sommato equilibrata e serena ed invece lei si dichiara assolutamente innamorata e decisa a riconquistarlo nonostante lei venga da un periodo piuttosto nero? Sono tutte contraddizioni, ma sono assolutamente affascinanti e capisco che spesso lei, con questo suo atteggiamento, possa fare impazzire (nel senso buono) chi le sta intorno.
E in effetti potrebbe essere vero che lei, come persona, vale molto di più. Ma non è forse una caratteristica delle persone che valgono il non arrendersi ed il voler ottenere le cose in cui credono? E cosa sono l’età o qualche chilometro di distanza di fronte al non avere rimpianti? Bello. Proprio bello.
È solo sulla fine che mi si apre una piccola crepa di sospetto: quando dice siamo grandi a sufficienza sento un brivido: sarà vero? Sarà proprio vero che basta l’età anagrafica e qualche successo in qualche campo per poter dire che siamo davvero cresciuti? No, non tutti. E la crepa si allarga quando si avventura su di un falso sillogismo: se non provava niente non doveva cercarmi. Perché si basa su di un concetto di un passato romanticismo dove bastava un chicco di amore perché si potesse dire che l’amore c’era, mentre sappiamo benissimo che con un chicco di riso non si salva dalla fame nessuno che non sia una formica?
Ecco, solo su questo mi permetto di riflettere, ma giusto per un attimo.
E poi combatta le sue battaglie.
Ma le ricordo che nel suo Arte della guerra, Lao Tzu dice: Ci sono battaglie che, se non si possono vincere, non sono neanche da combattere.
Buona fortuna

di Marco Ventura

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