Magazine Giovedì 15 maggio 2008

Due libri per capire meglio i bimbi

Magazine - Quando una domanda semplice origina un libro, l’editore Topipittori incontra una mappa di parole cristalline e ingenui incroci, fatti di punteggiature che corrono a gambe levate lungo strade periferiche in cerca di identità. A firmare questa carta dei sentimenti infantili è Beatrice Alemagna. Che racconta di un piccolo essere, con piccole mani e piccoli piedi, piccole orecchie, ma non per questo con in testa piccole idee.

È il caso di Che cos’è un bambino? (pag. 36, 16 euro, età 5-7 anni). La domanda è di quelle che lasciano senza fiato. La risposta è di quelle che disarmano: un bambino è una persona piccola ma non per sempre, un bel giorno cambia.
Sono gli stessi che sono contenti di essere grandi, essere liberi, decidere da soli tutto.
Sono gli stessi che pensano il contrario da adulti: Che fatica essere grandi, essere liberi e decidere tutto da soli.
Sono gli stessi capaci di farci spalancare la bocca e dire Ah.
Sono gli stessi che desiderano cose strane; come i grandi.
Sono gli stessi che piangono forte per farsi sentire bene; diversamente dai grandi che, quando capita, piangono piano.

Hanno cose piccole, ma che importa pensarci adesso? Un bambino è una persona piccola. Ora, per addormentarsi, ha bisogno degli occhi gentili. E di una lucina vicino al letto.
Il volume aiuta a capirsi un po' di più. Avvicinando età diverse. Abituate a vivere in mondi lontani. Il volume risponde alla domanda sull’identità: Chi sono io? E aiuta gli adulti a capire cosa sono i bambini. Partendo dalle immagini e dalle parole del libro, i bambini avranno la possibilità di raccontare se stessi e gli adulti di raccontare ai bambini come erano quando avevano la loro età. Perché una definizione unica di infanzia non esiste. Esistono tante esperienze che diventano tanto più utili quanto più possono aiutare a ridurre le distanze fra adulti e bambini, per instaurare una relazione di comprensione reciproca fatta di rispetto e di attenzione. Un libro che invita a esplorare il tema della corrispondenza, attraverso il racconto e il disegno. Come un album fotografico, le pagine offrono una coloratissima galleria di ritratti, ognuno ispirato a un carattere e a una personalità infantile diversa.

Fresco di stampa, accanto a questo libro lo stesso editore propone un altro volume dal titolo Crepapanza (pag. 32, 13 euro, età 5-7 anni) e lo ha scritto Giusi Quarenghi. In comune con l’altro ha la medesima mente che lo ha approvato. E lo stimolo alla discussione, al confronto e al dialogo. Stop. Il resto è impossibile da legare. Perché, sarà per l’elegante ed esilarante matita della illustratrice tedesca Eleanor Marston che narra per segni la storia, sarà che l’accento viene posto sull’ambiente, ma questa è la storia di un gigante esagerato che non ne aveva mai abbastanza.
Gigante come me, ci sono solo me, ha l’abitudine di gridare al mondo l’ingordo Crepapanza. Si vuole far spazio: come? Distruggendo mari, fiumi e montagne. Divorato da una fame senza limiti, Crepapanza mangia tutto ciò che incontra, finché un giorno, assaggia incautamente qualcosa di troppo... Impossibile nascondersi: esagerato com’è ne resta sempre fuori un po’. Che fare? Lasciare il miele alle api e saltare un pasto? Manco morto! E bevve fino ad annegarle. Mangiò la terra, i fiumi e i mari, il cielo, lo spazio fino a soffocarle! Fino a ingoiare il vuoto. E il vuoto si ingoia Crepapanza.

Una fiaba dal ritmo incalzante e travolgente, allegra, cui manca solo il sonoro. Un apologo sul tema della voracità e della dismisura. La storia di un gigante molto simile a certi esseri umani che vedono il mondo come una grande tavola, imbandita solo per soddisfare i loro appetiti. In un contesto economico e sociale nel quale l’uso responsabile delle risorse della Terra diventa sempre più importante, la storia del gigante Crepapanza, che non ne aveva mai abbastanza può rappresentare per i bambini un’utile metafora di un comportamento diventato socialmente insostenibile. Se qualcuno – come il gigante Crepapanza – mangia, cioè consuma, troppo, qualcun altro rimane necessariamente senza le risorse necessarie per vivere, dal momento che quanto la Terra ci può offrire è limitato.

La scelta di come, cosa e quanto consumare ha un effetto sull’umanità, sulla natura, sulla sopravvivenza nostra e degli altri. L’avidità, che caratterizza molti comportamenti contemporanei, perseguiti senza la consapevolezza dei suoi effetti distruttivi, ben lungi dall’essere un pregio, è un difetto devastante. Il libro, in questo senso, può essere utilizzato per condurre laboratori durante i quali i bambini, seguendo la grottesca vicenda di Crepapanza, avranno modo di approfondire gli effetti dello sfruttamento sconsiderato delle risorse su se stessi, sull’ambiente e sulle persone che li circondano.

di Roberta Maresci

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