Magazine Mercoledì 4 aprile 2001

Absinthe

Gli occhi chiudimi,
così le rose diverran miele
e il fuoco cenere;
brucerei per le lacrime d’un angelo,
il fiore è nel bicchiere
ma non importa,
è nel sole che tu vedi.
Non chiedo di soffrire,
ma l’odore della polvere
è sempre lo stesso
e in questo campo di neve, lo sai,
siamo su fili di ragno sospesi,
solo un soffio più forte
porta più in alto la piuma.
Hai lasciato qualche colore indietro,
lo so, è tutto quel che vuoi,
due pensieri visti da dove siamo
ci ricordano fino a quanto
si può amare; ora la senti,
la senti l’amarezza,
l’amarezza dell’assenzio
e la distanza d’un arcobaleno
ormai è fra noi.
Il veleno è sulla strada
e so solo che morirei
per una sua goccia.



Matteo Stagnaro
di Donald Datti

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