Magazine Giovedì 24 aprile 2008

Giochi nel mondo

Magazine - Un girotondo grande quanto è il mondo per giocare.
A kiboko minga in Tanzania, dove due bambini scelgono lo stesso numero di semi o sassolini da prendere, girando le spalle, e chiudere nel palmo della mano. L’obiettivo? Indovinare quanti ne rimangono nel pugno del compagno. Chi ci prende, ogni volta sottrae un sassolino fino a quando uno dei due rimane a bocca asciutta e si merita il soprannome di ippopotamo sciocco, traduzione del nome africano del divertimento. Preferite il serpente boa? In Ghana serve un gessetto o qualche piccola pietra per disegnare la tana del rettile.

Vi entra un giocatore che, al via, esce dalla tana e inizia la caccia alle scimmiotte urlatrici che lo sbeffeggiano girandogli intorno. Quando la prensile creatura viene catturata, finisce nella tana e si aggiunge al serpente che via via diventa sempre più lungo in base alle prede: vince la scimmia, che rimane sola nella foresta. Non ti sfizia il da ga (è questa la traduzione del gioco)? Allora trasferitevi nelle Filippine per il tinikling, ovvero la danza dei bastoni.
Basta essere in gruppi da 3, procurarsi 2 canne di bambù lunghi 1 metro e mezzo e far sedere in terra due giocatori, uno di fronte l’altro.

Tenendo in mano i bastoni per poi batterli tra loro in alto e in basso, in alto e in basso, e ancora. Da ripetere invitando un terzo giocatore a saltare da una parte e dall’altra per evitarli, saltandoci dentro e fuori, originando così una danza. Siete curiosi di giocare a beanbag? Cercate un sacchetto di fagioli secchi e una corda e sfogliate a pagina 22 del libro che sto sfogliando per voi. Titola Giochi nel mondo (De Agostini, euro 14,90) scritto a quattro mani da Alessandro Massasso e Laura Pollastri; un viaggio multiculturale e interetnico nel globo usando il dizionario ludico. Come dire? Tutto il mondo diventa paese. Perché scagli la prima pietra chi tra voi non ha mai giocato a therzak!

Si scrive così, ma si pronuncia nascondino al contrario, il gioco che in Egitto inverte le regole simili al divertimento greco la nonna dorme dove un giocatore, con la faccia rivolta al muro (la tana) conta ad occhi chiusi, mentre i compagni si occultano. Vince chi raggiunge per primo la difesa e fa tana. Anche se il vero rifugio offerto da questo prezioso volume è proprio il folclore di ciascun paese, cui il fanciullo approccia avendo in mano la chiave democratica dello spasso, del trastullo. Un concerto di passatempi da fare all’aperto o in casa, da soli o in compagnia, con foglie secche e bastoncini, con lo strumento del corpo o della fantasia. Studiando attraverso l’obiettivo della vincita l’importanza sociale della storia, oltreché l’evoluzione, del gioco.


Allineando la geografia, avvicinando l’Europa all’Asia, l’Oceania all’Africa, non trascurando l’America. Pagando pegno prima di ogni disputa, com’è da rituale: per decidere chi sta sotto. Come?
Giocando a stecchino in Australia, dove chi pesca il bastoncino più corto è quello che si acceca. Ciò che fanno i bimbi italiani al ritmo della frase alle bombe del cannon, bimb bum bom!, seguendo col pari e dispari la scelta. Più o meno quanto è negli obiettivi del gian chen pong che si pratica in Cina e Giappone, dove i giocatori fanno roteare i pugni chiusi nell’aria urlando quella frase tra virgolette che poi nello Stivale diventa:

gu = sasso che vince sulla forbice
pa = carta che vince sul sasso
ciochi = forbice che vince sulla carta

Da noi lo conosciamo come morra cinese o sasso, carta e forbice. Giusto?
Chiunque voglia saperne di più su trottole e staffette, salti e corse che concorrono alla gara in tutto il globo, può farlo senza scomodarsi e rimandando l’azione alla chiusura del bel libro. Basta che sfogli queste gustose pagine, per rischiare d’essere sopraffatti dalla voglia di interrompere le prime battute, semplicemente perché l’invito al gioco è contagioso, dirompente, stuzzicante e impossibile da rimandare quando si vuole rimanere piccoli o si ha la fortuna di avere dei figli con cui condividerlo insieme ai loro amici!
Giocoso, Istrionico, Originale, Colorato, Humoristico, Intelligente, Nostalgico, Effervescente, Laborioso, Manuale, Ottimo, Nuovo, Dovizioso, Ordinato. Provate ora a riscrivere le lettere maiuscole che ho preso in prestito, includendo due spazi, per chiudere qui la recensione e otterrete il titolo da non far mancare nella vostra biblioteca.

di Roberta Maresci

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