Magazine Mercoledì 26 marzo 2008

La via oscura di Robert McCammon

Magazine - Robert McCammon ci racconta nel suo libro, La via oscura (Gargoyle, 488 p. 16,50 EUR), l’America sospesa tra fanatismo religioso e tradizioni indiane. La paura dell’ignoto e i danni della fede. Non tutti i morti sono uguali. Non tutti comprendono che il momento della dipartita è quello del passaggio: dimenticare le cose sospese e passare – finalmente – a miglior vita.
Alcuni proprio non si vogliono rassegnare e così rimangono attaccati ai luoghi, alle emozioni alle parole non dette finché qualcuno non li aiuta a passare oltre, a ritrovare la giusta rassegnazione per passare dall’al di qua all’al di là.

Il romanzo che Robert McCammon scrisse nel 1983 – e che la Gargoyle, casa editrice di riferimento per la letteratura horror, pubblica per la prima volta in Italia – riprende (anticipa?) il tema che ha ispirato il cinema e televisione con film di successo come il Sesto Senso o The Others o con serie televisive come Ghost-wispers.
L’autore di Hanno sete, romanzo vampirico da poco ristampato, e dell’Ora del Lupo, affascinante storia di un licantropo al servizio di sua Maestà, va ben oltre una normale storia di fantasmi, perché ricorre alle entità prigioniere delle loro emozioni terrene per raccontare di un mondo - quello dei vivi - che fa molta più paura. È il mondo in cui sedicenti predicatori, che ancora oggi arringano dai più svariati pulpiti, si dicono capaci di dividere, ovviamente dietro lauto pagamento, quello che è bene e quello che è male: i giusti dai dannati, la Fede dalla superstizione. Ministri con portafogli al servizio di Dio.

Ne La via oscuraMystery Walk in originale – i protagonisti, il figlio di un predicatore e quello di una donna sciamano pellerossa, sono seguiti nel loro percorso iniziatico alla scoperta del proprio posto nel mondo. Il loro non è un viaggio semplice e i nemici terreni e ultraterreni sul loro cammino sono di tutto rispetto, al lettore il compito di decidere di chi avere più paura.
Decisivo per la riuscita della trama, in cui non mancano i brividi, è il contesto in cui Wayne e Billy si muovono.
McCammon, figlio dell’Alabama, immerge i protagonisti nel pantano della ragione rappresentato dall’America bigotta e immobile figlia dei Padri Pellegrini, in cui il cambiamento, il mistero, l’inspiegabile sono inevitabilmente associati a Satana e che, nascondendosi nella Fede che diventa superstizione, dimentica Dio per votarsi alla paura. È l’America delle Notti di Salem. Basta poco per diventare una strega.

Nel momento in cui quello che si teme viene confuso con quello che si crede, è facile smettere di distinguere il bene dal male e così anche una squadra di incappucciati del KKK altro non è che il braccio violento della legge di Dio.
Basta poco ed un orco ipocondriaco, un miliardario votato ad ogni tipo di aberrazione, diventa mentore del più grande predicatore degli Stati del Sud. McCammon usa i fantasmi e le paure che essi risvegliano per fare un’analisi sociologica di una regione americana che, proprio perché troppo bigotta, ha partorito le migliori penne horror dell’età moderna e contemporanea: da Edgar Allan Poe a Lovecraft fino a Stephen King, il re del terrore.
Parafrasando Freud, Il sonno della ragione genera mostri, ma anche ottima letteratura horror.

di Francesco Cascione

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