Magazine Martedì 25 marzo 2008

Amore: mi butto o mi affido al destino?

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Magazine - Cara Antonella,

è la prima volta che scrivo ad una posta del cuore, veramente è la prima volta che scrivo e parlo dei miei sentimenti con qualcuno che non conosco (sono un po' chiuso anche con gli amici di sempre).
Ho 29 anni, son laureato, non ho un lavoro fisso e gratificante, esco da una storia di tre anni dei quali uno bellissimo e poi via via lo sfacelo, ma convinto che averla finita sia stata la cosa giusta. Ma non è questo il problema: ero ancora fidanzato quando, durante un corso di aggiornamento, ho conosciuto lei: bella sorriso da paura, occhi profondi, si è instaurata subito una complicità che non mi era capitato di avere con persone conosciute da così poco. Ma tutto si è limitato a sguardi, discorsi, scherzi, pranzi insieme e nulla di più (ricordiamoci che ero fidanzato e probabilmente anche lei; non avevamo mai toccato questo tasto, forse per paura di sentirci dire quello che non volevamo). Il corso durò poco, poi ognuno prese strade diverse e non la vidi più. Son passati due anni: sono in piazza delle Erbe con amici e la vedo passare, la seguo con lo sguardo, mi faccio coraggio, poso il bicchiere per andare a fermarla e... sparita. Mi è passata a mezzo metro di distanza dopo due anni e io me la sono fatta scappare (coglione!). La cosa più incredibile - ci ha messo lo zampino il destino - è che la sera dopo, durante una grossa manifestazione, in un mezzo milione di persone, mi giro e c'è lei che beve e parlicchia con gli amici. "Eh no, adesso non me la faccio scappare, piuttosto vado avanti a spallate ma la raggiungo": ci siamo parlati, lei sorrideva sempre, era bellissima. Le ho chiesto se un giorno potevamo andare a bere qualcosa e ha detto di sì: stava organizzando un'uscita con quelli del corso di aggiornamento. Le volevo dire che di loro non mi importava nulla, che avevo in testa solo lei, ma mi sono limitato a dettarle il numero di cell (lei lo ha scritto e ha provato a farmi uno squillo, ma c’era troppa gente, le linee erano intasate e quindi non siamo riuscito a memorizzare il suo). Non mi ha più telefonato. Forse ha sbagliato a digitare il numero. Forse no. Ma l’ho rivista ancora una volta. Era con amiche, parlava al cellulare, forse con il suo ragazzo. Due parole, nessuna domanda, mi è parsa scostante, forse perché non era sola.
Ora arriviamo al problema. il problema è che non riesco a dimenticarla. Quando sono in giro guardo tutti e tutto sperando di ritrovare in mezzo alla folla i suoi occhi neri, profondi e il suo sorriso, sperando che il destino ci rimetta lo zampino; ho cercato anche nell'elenco, ma il suo cognome non risulta.
Adesso, sto diventando psicopatico e devo lasciar andare alla deriva questa "storia"? O a lei di me in fondo non importa nulla o vorrebbe ma è fidanzata? Devo intestardirmi, cercare più informazioni, fare il detective, scoprire dove abita, dove lavora e dichiararmi oppure, come sto facendo ora (un po' per carattere, un po' per fatalismo) aspettare che il destino crei un'altra occasione ora o fra cent'anni (magari la ritroverò in casa di riposo così da condividere gli ultimi anni di vita)? Tra pochi giorni mi trasferirò in una città lontana, forse per sempre, minimo per un anno e ho un tarlo nel cervello e nel cuore che continua a rodere: cercarla o non cercarla? Lasciare che il destino faccia il suo corso o cercare di modificarlo? Che fare?
Grazie, un bacio

Caro anonimo,

un vecchio amico e grande tombeur de femmes mi ricordava spesso il vecchio detto "Meglio una vita di rimorsi che una vita di rimpianti". E, se non ti lasci dietro famiglie in lacrime, sono assolutamente d’accordo con lui.
Dalla tua descrizione mi sento di dirti che di sicuro da parte della ragazza c’è dell’interesse, ma è evidente che non vuole esporsi. È altrettanto evidente che non sa del tuo prossimo trasferimento e forse si affida al caso come hai fatto tu. O forse si aspetta un atto di coraggio da parte tua. Probabilmente – e dico probabilmente – ha una storia un po’ stanca, un po’ routinaria e la vostra intesa le ha dato una piccola scossa.
Non rischi niente a lanciarti, nemmeno una brutta figura, visto che alle donne e agli uomini piace essere corteggiate/i. Quindi fallo. Ma con un po’ di prudenza. Hai fantasticato parecchio su questa ragazza, hai l’urgenza del trasferimento ma, ripeto, lei non lo sa. Per questo dovrai cercarla, trovarla, invitarla a cena e spiegare con calma, senza rovesciarle troppo – un po’ sì però – addosso la tua fretta. Magari si spaventa. Quanto al trovarla: hai provato con l’organizzazione del corso di aggiornamento o con altri che hanno partecipato con voi?
Auguri, spero che la tua vicenda rocambolesca finisca bene,
Antonella

di Antonella Viale

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