Magazine Venerdì 30 marzo 2001

Paolo Crepet al Teatro Modena

, psichiatra e sociologo tra i più accreditati in Italia, autore di libri di grande successo come Cuori violenti, Le dimensioni del vuoto, Solitudini e I giorni dell’ira per Feltrinelli e Naufragi per Einaudi, sarà a Genova sabato 31 marzo alle ore 17.30, al teatro Gustavo Modena, per presentare la sua ultima opera, Non siamo capaci di ascoltarli (Einaudi).

Il libro è di stringente attualità, dopo gli episodi di violenza che, negli ultimi tempi, hanno coinvolto degli adolescenti. Lo psichiatra sa che, nell’incontro con la giornalista Silvia Neonato, sarà quasi inevitabile parlare delle vicende di Novi Ligure e del “caso Diamante”. A proposito di quest’ultimo, Crepet esprime i suoi dubbi sull’assoluzione del matricida genovese.

“Non contesto la decisione dei giudici. Quello che pongo è un problema pedagogico. Mi domando se l’uso dei codici porti davvero a risolvere qualcosa. Sicuramente non aiuta a capire cosa sia successo a monte, quali siano le cause che hanno portato a certe situazioni”.

Secondo lei cosa bisognerebbe fare?
“Bisogna cercare di agire in anticipo. Io immagino che questi ragazzi abbiano manifestato segni di disagio: chi se ne è occupato? C’è stato qualcuno che se ne è preoccupato?”.

Non siamo stati capaci di ascoltarli, appunto. Chi è che avrebbe dovuto assolvere a questa funzione? La società, la famiglia?
“Non mi piace il termine società, preferisco parlare di comunità. Sarebbe necessario intervenire a livello locale presso le amministrazioni e creare dei servizi di assistenza. Ma quello che manca è la disponibilità individuale. È impossibile progettare qualcosa: i tempi della vita odierna e la cultura produttivistica, l’indifferenza verso i problemi dei ragazzi, portano a dedicare alla famiglia solo qualche minuto”.
di Donald Datti

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