Magazine Giovedì 6 marzo 2008

Persepolis, da fumetto a film di culto

© Marjane Satrapi

Magazine - I Segnali di fumetto - come quelli degli indiani - arrivano dai luoghi più impensati. L'ultimo ad esempio mi è arrivato direttamente dalla cine-passione di Francesca Baroncelli che – durante una delle mie tante sortite in redazione – mi ha parlato di quanto le fosse piaciuto Persepolis, il fumetto-capolavoro dell’Iraniana Marjane Satrapi. La graphic novel e il conseguente film – premiato a Cannes 2007 – diventato un cult già alla sua prima pubblicazione Europea, avvenuta in Francia nel 2000; una vera e propria rivoluzione a fumetti soprattutto perché è il primo fumetto iraniano mai pubblicato.
Convinto dall’entusiasmo di Francesca – del resto, ogni volta che un fumetto appassiona un lettore in più un angelo mette le ali... – e colpito dalla mia assoluta ignoranza in materia, ho deciso di informarmi e di informarvi. E così, dopo una sana ricerca, che ha soddisfatto la mia curiosità e accresciuto la mia voglia di leggere un simile masterpiece, eccomi pronto a condividere con voi quello che ho appreso.

Marjane Satrapi è una ragazza del 1969; è un’iraniana che ha vissuto in un periodo difficile in uno dei paesi più difficili: l’Iran degli ultimi trent’anni. La sua passione per la politica unita al sogno di un paese migliore ne hanno fatto un’analista eccellente, le sue doti artistiche hanno fatto il resto per fare sì che il suo sguardo diventasse un fumetto capace di raccontare di una società, di un paese, troppo lontani dal mondo – l’Europa – dove ha potuto formarsi grazie alla sua famiglia, lontani da quello che lei vorrebbe che siano.
Un bianco e nero nitido e figure pulite, semplici e con una prospettiva solo abbozzata perché lo spessore viene lasciato alla storia. Il fumetto è autobiografico al punto che creatrice creatura sono la stessa persona. Mariane è prima una bambina e poi una giovane donna messa di fronte alla sua porzione di mondo, che elabora quanto avviene intorno a lei e con coraggio – pari se non superiore a quello dei suoi colleghi di carta occidentali – analizza, critica e combatte contro un sistema che oggi ha fatto diventare il suo paese – culla della civiltà – un esempio al negativo agli occhi del mondo.

Persepolis – pubblicato in origine in quattro volumi ma oggi disponibile anche in un unico blocco – grazie alla forze delle sue tavole, all’intensità della storia che racconta e al modo in cui coinvolge il lettore da molti è avvicinato al Maus di Spiegelman, il fumetto che prima di altri e più che altri ha cambiato il modo di scrivere, leggere ed intendere i fumetti, non a caso ha vinto il Premio Pulitzer.
Lo spaccato di vita che Persepolis racconta è sotto molti punti di vista vicino allo spirito dei romanzi di Khaled Hosseini – autore afgano stabilitosi in America – che, con Il Cacciatore di aquiloni prima e con Mille splendidi soli poi, ci ha permesso di conoscere la quotidianità di un mondo, l’Afghanistan degli ultimi trent’anni, che difficilmente noi che siamo al di qua di quelle pagine – perennemente invasi da immagini di guerra – riusciamo ad immaginare.

Per conoscere Persepolis da vicino e farsi stregare è sufficiente seguire l’esempio di Francesca e andare al cinema ma, visto che l’appetito viene mangiando e che è bello conoscere una storia nella forma in cui è nata, bisogna seguire il segnale di fumetto fino alla fonte, avventurandosi alla ricerca dei volumi che ne hanno fatto un imperdibile della letteratura a fumetti.
Da parte mia vi fornisco un aiuto su come recuperarlo: qualche tempo fa l’edizione integrale del romanzo/fumetto storico e autobiografico di Marjane Satrapi è stato ripubblicato all’interno della collana Serie Oro di Repubblica. Trovarlo non sarà facilissimo, ma tra bancarelle, fiere e il mai sprovvisto E-bay non sarà neppure una missione impossibile al prezzo di una pizza.
Buona lettura.

di Francesco Cascione

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