Magazine Martedì 4 marzo 2008

La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Cara Antonella,
mi chiamo proprio come te e vorrei raccontarti una storia. Ho già scritto qualche giorno fa alla tua rubrica che seguo da un po' con interesse, ma forse per errore non ho autorizzato la pubblicazione. Non ricordo!
Ti scrivo di nuovo perché ho bisogno di... di parlare con qualcuno e di avere un consiglio su cosa fare in futuro. Avevo un amico caro da 15 anni. Un rapporto di amicizia sincero e bello anche una grande complicità forse una certa attrazione mai completamente confessata da parte di entrambi. Lui sposato da quasi 15 anni, un bimbo di 10. Quattro anni fa mi telefona e mi dice che si è separato, io sparisco! Paura che il nostro rapporto di amicizia diventi qualcosa di diverso.
Uscivo da una storia con un uomo divorziato e padre, dovevo sposarmi (l'altro mi ha lasciato a sei mesi dal matrimonio) non volevo cominciare una storia con un uomo appena separato e anche lui padre... e poi - pensai - perché rischiare di perdere il mio amico?

Maggio 2006, lui crea l'occasione! È cominciata così la nostra storia. In realtà io ero molto combattuta perché la moglie non era completamente fuori dalla sua vita nonostante i due anni di separazione, poi c'era il bimbo! Anche lui era combattuto, mi voleva, ma diceva anche "che sto facendo alla mia Antonellina?". Quando mi allontanavo mi cercava, quando dicevo che non si poteva andare avanti e gli chiedevo di non chiamarmi più non era capace. Non ci sono state promesse, ha pensato di andare a vivere con me ma c'era il bimbo che lo frenava, aveva paura di perderlo.
Marzo 2007, sua moglie gli chiede di riprovare, lui accetta ma non mi mette a corrente subito della cosa, lo scopro da una amica comune 2 mesi dopo. Lui conferma, ma andiamo avanti ancora fino a settembre quando gli dico che non riesco a sopportare una situazione del genere. Lo amo ancora ma lo lascio andare da sua moglie, del resto lui aveva scelto!

Da allora la nostra amicizia si è incrinata. Lui dice "si è rotto qualcosa tra noi" io non sopporto la sua indifferenza, faccio finta di niente sono l'amica di sempre, porto pazienza in attesa che lui torni il mio amico. Ma a Natale lui tocca il fondo. Passo a fargli gli auguri e lui non mi guarda neanche, mi ricambia gli auguri dandomi le spalle.
È troppo: da allora lo tratto con la stessa freddezza con cui lui tratta me, ma sto male, non sopporto questa situazione tra noi. Non ho mai dubitato dei suoi sentimenti nei miei confronti ma come ha fatto a trasformare quel bene in indifferenza, freddezza... anzi di più perché a volte mostra fastidio nel vedermi. Si può tornare amici o devo rassegnarmi ad averlo perso per sempre? Lo lascio stare o cerco di parlargli di nuovo?
Non siamo stati abbastanza adulti da affrontare le conseguenze delle nostre scelte ma mi sembra così strano non parlare più con lui e mi chiedo se questa situazione durerà per sempre o riusciremo a ricucire il profondo rapporto di amicizia che ci legava. Dammi un consiglio cosa posso fare per stare un po' meglio e tranquillizzare il mio cuore.
Grazie


Cara la mia omonima,
come quasi tutti hai omesso le età, anche se grosso modo si possono dedurre. Ma, per favore, ricordate che sono importanti!
Vado a fiuto come al solito, ma credo di essere abbastanza vicina a una verità tanto comune quando taciuta. È quasi inutile ricordare che le amicizie tra persone di sesso diverso sono molto rare, spesso difficili e soprattutto, almeno nella maggioranza dei casi, ambigue. A chi non è successo di avere scelto di non vedere, di non capire e neanche immaginare che l’amico del cuore nella migliore delle ipotesi si era preso una cotta, nella peggiore era innamorato perso? Ma un amico fa comodo, ascolta, consiglia da un punto di vista maschile – come dire: ci fa intravedere l’ignoto – ed è sempre a disposizione. Così si chiudono gli occhi e ci si presta al gioco. Eh sì, è successo a tutte. E non è mai finita bene. E poche sono state capaci di trasformare davvero in amicizia la relazione ambigua quando l’amico del cuore ha trovato la donna giusta o si è rassegnato a una donna non troppo sbagliata.

Se è successo questo – e in parte lo confermi, quindi non sei stata troppo disonesta con te stessa – ho paura che non ci siano soluzioni. Mi viene da pensare è che lui si stia in qualche misura vendicando di quindici anni di sottomissione approfittando del rapporto di potere invertito. Non è sorprendente ed è umano. Persino comprensibile se le cose stanno così. La seconda ipotesi, nella quale non credo, ma che è più consolatoria – perché farsi sempre del male? – è che, dopo avere assaggiato una felicità possibile e fatto la scelta opposta, non riesca nemmeno a sopportare la tua presenza.
Qualunque cosa sia accaduta nell’insondabile animo del collega, non vedo possibilità di riparazione. È una storia iniziata male quindici anni fa – appena sposato e già attratto, seppur moderatamente, da un’altra? – è andata avanti come poteva visto che eri impegnata e nel frattempo lui il figlio l’ha fatto, per dire, è finita come doveva, con due paure diverse che, sommate, non faranno mai un coraggio.

Mi dispiace tanto, ma devi metterci una pietra sopra, sia all’amico che all’amante. Il comportamento da adottare è di gentilezza, calore e distacco al tempo stesso – lo so che è difficile, ma sei sul lavoro e salvare la faccia ha la sua importanza – come se non fosse cambiato niente da parte tua e tu fossi sorpresa dal suo atteggiamento scostante. Una sorpresa piena di simpatia e comprensione, ma lontana anni luce da qualunque altro sentimento. Dopo un po’ lui si calmerà, qualunque cosa (o persona) abbia, non tornerete mai amici, ma almeno manterrete un’immagine accettabile.
Non credo che tu sia priva di risorse, esci da questo minuscolo incubo, ridimensionalo e tieni le distanze dal posto di lavoro.
Auguri,
Antonella

di Antonella Viale

Potrebbe interessarti anche: , Perché lui non vuole una storia a distanza? , «Mia madre ci ha sorpreso nudi. E adesso?» , «Aiuto! Subisco violenza dal mio convivente» , Io e il mio amico siamo finiti a letto. Ma ora lui è scomparso , Sono innamorata del mio migliore amico. Che faccio?

Oggi al cinema

Rocco e i suoi fratelli Di Luchino Visconti Drammatico Italia, 1960 Una vedova proveniente dal sud si trasferisce a Milano con i figli Simone e Rocco. Il primo, su consiglio di una prostituta di cui si é innamorato inizia la carriera pugilistica, ma la ragazza ben presto si stuffa di lui. Intanto, Rocco, tornato... Guarda la scheda del film