Magazine Martedì 26 febbraio 2008

La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Cara Antonella,
grazie per il tempo che dedichi a chiunque passi da questi paraggi, se mi permetti ne approfitto...
Vivo in una città che non sento vicina, è claustrofobica e noiosa, quindi spesso mi connetto in rete e chatto con G, sfruttando le ore libere del pomeriggio. Lui si connette dall'ufficio e dopo le 18 non esiste più. Puff. Sparisce. Effettivamente è da depravati correre al pc dopo che per lavoro ci si è stati di fronte tutta la giornata. Però, ecco, dietro al monitor ci sono io, io che da un anno smanio per questo essere intrigante, cercando di entrargli nella testa (e nel cuore, via..) e non aspetto altro che averlo tutto per me, avulso dalla sua vita lavorativa. Non capita mai.
Un anno fa mi son mangiata i 400 km che ci dividono per prendere due caffè con lui. Che dire, mi accontento. Però da allora è stato un crescendo di sensazioni particolari, quasi mistiche... insomma me so presa una pezza per G. Non gliel'ho detto, sono una codarda di prima categoria, devo prima avere almeno una certezza pulviscolare altrimenti ciccia. Aò, sono fatta così. Lui invece è criptico da far paura, poi è riservatissimo e schivo su certe cose, pur riuscendo a rimanere simpatico e acuto.
Scrivendoci ogni giorno s'è creata una sorta di intimità letteraria (!), farcita con uno slang tutto nostro, solo nostro; però a volte ho la sensazione che mi dica e non mi dica quel qualcosa che intimamente aspetto. La mia sensibilità non può fallire proprio su questo: non gli sono indifferente però intanto lui non c'é.
Ora: le poste del cuore sono intasate dalla domanda "ma come faccio a sapere se lui mi ama?". Bene. Io vorrei capire il contrario, vorrei sapere se non mi ama, perché ho la sensazione netta e nitida che se lo scopro mi metto l'anima in pace e non ci penso più... (diciamo che potrei cominciare a farmene una ragione).
Volevo prendere il toro per le corna l'altro giorno, così gli ho telefonato nonostante mi pigli la dispnea ogni volta che tento di farlo ma lui ha rifiutato la chiamata dicendo di trovarsi ancora al lavoro. Non dico che non sia vero, però, cacchio, richiamami. Almeno per cortesia.
Da allora non dormo più.
E non so che fare.
Uffa, l'amore rende scemi.
Grazie anticipatamente!

P.S. Scordavo che vuoi conoscere la nostra età. Io 24, donna, nevrotica, stanca, dubbiosa, in attesa perenne. Lui 29, uomo, consapevolmente bello e intelligente, adorato da mezza internet (però il tempo lo passa tutto con me, pappappero).


Confermo bella mia,
non ti ama
. E spero che tu sia davvero pronta alla botta come affermi di essere. Un giorno un’amica mi ha detto: «Nessun uomo merita di essere aspettato per un anno». Parole sante. Peccato che, nel frattempo, aspettasse. Poi è successo, poi è finita malissimo, poiché il tipo teneva non solo famiglia, ma anche tutte le amiche di famiglia. La mia, di amica è saggia, anche se non è stata coerente, tant’è che adesso tiene famiglia anche lei e non ha bisogno degli amici, non in quel senso. Lei e il suo compagno sono una delle pochissime coppie ancora innamorate dopo n anni e due figli.
Questo per dire che magari ascoltare la mia incoerente e tuttavia sensatissima amica potrebbe anche portarti fortuna. Mentre ascolti, usa l’immaginazione, tanto per far passare il tempo. Immagina il tuo bello e assai corteggiato dotato anche lui di famiglia, di moglie –giustamente in questo caso– gelosa che tiene d’occhio computer, cellulare, forse gli svuota anche le tasche con la scusa della lavatrice. E lui, che magari lavora per un ente pubblico e butta via i nostri sudati guadagni chattando, confinato al suo piccolo computer, dietro alla sua piccola scrivania di subalterno perché dove lo trova il tempo per far carriera, a chattare per sognare un po’, per mettere alla prova il suo fascino.
Cara la mia ventiquattrenne, gioca finché ti pare, ché l’evasione fa bene, ma se non siete finiti a far di tutto quel famoso giorno dei 400 chilometri, difficile che ci finirete. Anche perché un uomo non aspetta un anno… Abbi pazienza, arriverà. Dal mondo reale spero, quello in cui ci si guarda in faccia, si sentono gli odori, si ascoltano le voci, si leggono le pieghe di una faccia un po’ vissuta. Te lo auguro, mi sei simpatica e mi dispiace di averti delusa,
Antonella



Cara Antonella,
è da un po' di tempo che non vedo tue nuove lettere quindi immagino che quando tornerai al lavoro sarai sommersa da richieste di consigli. Spero troverai il tempo di rispondere anche a me.
Ti scrivo perché mi sento tanto triste, non trovo parola migliore per descrivere come sto in questo periodo. Ho 30 anni da poco compiuti, sono carina, mi sono laureata in farmacia e ho un lavoro di responsabilità in una grande azienda. La mia vita è sempre stata relativamente serena fino a quando, 3 anni fa, ho perso mia madre in un incidente stradale.
L'esperienza mi ha devastato, lei era la persona a cui volevo più bene al mondo... e quella che ne voleva più a me. Nel giro di poche ore, o forse pochi istanti avevo perso la cosa più importante della mia vita. Con mio padre non ho più praticamente rapporti da quando ha lasciato mia madre per un'altra donna e si è trasferito in un'altra città, poco più di 10 anni fa. Nei 6 mesi successivi la morte di mia madre sono stata su un altro pianeta, lavoravo poco e male e non riuscivo a darmi un senso a quanto fosse successo.
La persona solare che ero sempre stata era scomparsa, volevo morire anche io. Poi sul lavoro ho conosciuto lui. Un bel 36enne che mi ha fatto innamorare e intravedere uno spiraglio di luce dal fondo del pozzo in cui ero caduta. E invece quel pozzo è diventato ancora più profondo, dopo un iniziale periodo di euforia le sue incertezze sono venute a galla. Solite cose: una lunga storia alle spalle terminata da poco che gli impediva di lasciarsi andare come avrebbe voluto. Weekend e vacanze separati perché aveva sempre qualche problema, e io che forse avrei dovuto lasciarlo… e invece ho aspettato lo facesse lui, triturandomi il cuore. E forse per tornare dalla sua ex.
Mi metto nel mio angolo a leccarmi le ferite, pensando a quanto sono stata ingenua e soprattutto sfortunata ad incontrare questa persona in un periodo tanto difficile della mia vita. So che capita più o meno a tutti di soffrire per amore, ma a me doveva proprio capitare quando già avevo un grande lutto da elaborare?
Dopo 6 mesi passati a soffrire lui torna, si dice cambiato e pentito. Si sente uno schifo ad avermi fatto del male, con quello che avevo passato. Ora vuole stare con me. Io casco come una pera e rivedo un'altra volta quello spiraglio di luce, ho sofferto tanto ma finalmente la ruota gira, il mio amore è tornato. Un amore che mi assicura che non ha pensato ad altre se non a me, che non ha toccato altre se non me da quando mi conosce.
Non so cosa mi abbia spinto a frugare nei suoi messaggi, forse che il cambiamento non mi sembrava molto evidente in fondo. O forse che alla fine fidandosi ciecamente delle persone non si fa sempre la cosa giusta. Sta di fatto che ho trovato tutte le prove che cercavo, con la sua ex non si è mai definitivamente lasciato e ha anche un altro paio di donzelle con cui intrattiene relazioni, chissà se solo virtuali.
Ora che me ne faccio di queste prove oltre a farmi togliere il sonno? Mi terrorizzo solo all'idea di non averlo più per me, uno schifo di persona così.
A volte per stare meglio mi racconto da sola che forse ho male interpretato quello che ho letto... che in fondo non può esistere un essere così infimo da fare quello di cui lo accuso. Ma il sollievo dura ben poco. Faccio finta di niente aspettando che scenda il deus ex machina. A questo punto penso che il problema sia più mio che suo, sia nella mia testa. Forse devo andare da uno psicologo, sento che non ce la faccio più da sola.
Dimmi due parole, per favore.
Un abbraccio,
Mary

Cara Mary,
sono d’accordo, hai bisogno di una mano e io non posso dartela. Soprattutto per il lutto. E per quanto ci sei affezionata. Non dico che si debba dimenticare, che la vita continua eccetera. Dico che è indispensabile venire a patti con il dolore e stringere accordi con il passato. Se non ci sei riuscita –e mi sembri una ragazza razionale nonostante i tuoi momenti di… diciamo eccentricità– vuol dire che c’è qualcosa di profondo da far venire fuori e affrontare. Con un aiuto. Fallo, segui il tuo consiglio, ma stai molto attenta, non tutti professionisti sono affidabili. Per altro, personalmente preferisco gli psicoanalisti. Comunque informati bene prima di fare una scelta.
Quanto a lui, che dirti? Hai scelto un modo di cercare la verità che ti lega le mani. Ti sei messa dalla parte del torto. Non puoi chiedergli spiegazioni e sei destinata a tormentarti. Quale sarà la prossima mossa? Farlo seguire? Cara Mary, esci da questo pasticcio a testa alta, fai quello che ti eri ripromessa l’altra volta, lascialo. Che lui sia degno di fiducia o meno non importa, perché tu non riesci più a fidarti. Che futuro immagini? Coraggio. Fatti aiutare, ritorna da sola e considera che ci sono altri mezzi, oltre all’amore, per soffrire un po’ meno di solitudine. Se ce la fai, cerca di ritornare solare, la gente ha poca memoria e poca pazienza con le disgrazie altrui e tutti, ci piaccia o no, siamo tenuti ad avere cura della nostra immagine pubblica.
So di non avere soddisfatto neppure te, mi ridispiace, ma non posso dirti niente di onesto e rassicurante contemporaneamente.
Auguri Mary,
Antonella

di Antonella Viale

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