Magazine Giovedì 29 marzo 2001

Strada Balbi, Via Nuova e Nuovissima

Strada Balbi fu aperta tra il 1606 e il 1620 per iniziativa pubblica (come già Strada Nuova) in una zona marginale della città, compresa tra i sobborghi medievali di Pré e del Roso a valle, e la mole del complesso di S. Brigida a monte.

“Questa città è costruita mirabilmente ad anfiteatro sul mare. Fra la montagna alta quattro volte Montmartre e il mare non c’è stato spazio che per tre strade orizzontali: una a otto piedi di larghezza ed è quella del grande commercio dove si trova del buon caffè; l’altra, dietro il porto è riservata ai marinai; la terza, quella più vicina alla montagna e che porta successivamente i nomi di Via Balbi, Via Nuova e Nuovissima, è una delle più belle strade del mondo.
Ha un’architettura ardita, piena di vuoti e di colonne, che ricorda quelle di Paolo Veronese oppure gli scenari della scala di Milano. Questa architettura magnifica e gaia sembra mancare di gravità se si arriva dall’interno dell’Italia. Arrivando dalla Francia, invece, l’occhio viziato dalla Piazza Bellecourt ed altre belle cose del secolo di Luigi XV è stupito dalla severità di Palazzo Brignole e dei vicini.
Ma questa è una faccenda di sensazioni e posso tutt’al più dire al lettore: sente come me? Faccia l’esperienza, avrà delle belle sensazioni da provare.
...Visitato il passaporto sono tornato nel tetro caffè a bere un‘altra acqua rossa e ho cercato di andare a visitare tre gallerie di quadri famosi in Via Balbi.
Siccome i proprietari hanno la bella abitudine di abitare negli appartamenti dove sono i quadri bisogna ripassare diverse volte; e spesso l’impazienza che desta in me il rifiuto altezzoso dei valletti mi toglie la gioia davanti ai quadri.
I ricchi di Genova occupano quasi sempre il terzo piano per poter vedere il mare.
I gradini delle scale sono di marmo ma quando dopo aver salito cento di quei gradini, un valletto, dopo avervi fatto aspettare un quarto d‘ora viene a dirvi: “Sua eccellenza è ancora nella sua stanza, ripassi domani” è permesso avere uno scatto di umore, soprattutto quando si deve partire la sera a mezzanotte”

Stendhal Memoires d‘un touriste, Le Strade Nuove, Genova, 1986

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Nell’immagine: August o Laurent Deroy, Strada Balbi in “ Corografia ... ”, c.1830-40, litografia
di Rosanna Tripaldi

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