Magazine Mercoledì 30 gennaio 2008

Vimercati sulle orme di Giorgio Kienerk

© www.vimercom.it
Questa è una storia breve ma intensa, che racconta di grafica, di stampa e di editoria.
Un saggio che assomiglia a un romanzo. O un romanzo che può essere letto come un saggio. È la trovata di che nel suo La serie di Kienerk (Le Mani, 61 pagg., 10 Euro) cammina sulle orme di un progetto grafico della Belle Epoque.

Il poliedrico Marco, che nella vita fa l’architetto, il designer, il pubblicitario, l’art director, lo sceneggiatore, , l’insegnante e lo scrittore, presenta uno studio nato quasi per caso sul grande pittore simbolista Giorgio Kienerk.
«Mi stavo occupando della progettazione grafica di un volume sul Liberty. Mi recai alla per consultare i numeri de La Riviera Ligure, uno dei primi esempi di house organ commerciale e un punto di riferimento della vita culturale, non solo ligure», racconta Vimenrcati, «sfogliando il periodico ho conosciuto l’arte di Kienerk».

Marco cercava in particolare una serie di capilettera da impiegare nell’impaginazione del suo volume sul Liberty: «quella di Kienerk mi sembrava perfetta». Poi la sorpresa: la serie di capilettera dell’artista post-macchiaiolo era incompleta.
«Perché Kienerk non l’aveva ultimata? Il pensiero non mi abbandonava e mi sono letteralmente impallato», scherza Marco. Il suo progetto era ambizioso: completare lui stesso la serie di capilettera.

Ed ecco che il saggio si trasforma in un romanzo-verità: «la mia ricerca è stata accompagnata da strane coincidenze. Giorgio Kienerk era un esoterista e anch’io sono appassionato di Qabbaláh. Nella mia ricerca mi sono sentito costantemente guidato verso la creazione delle lettere mancanti. Ho pensato che la mano di Kienerk in qualche modo accompagnasse la mia». Marco racconta anche di uno strano sogno: "un’anziana signora toscana sfogliava i miei disegni di lettere, scuoteva il capo e diceva: non c’è gioia". E poco tempo dopo Marco ha incontrato Vittoria.

«Proprio in quel periodo la famiglia di Kienerk ha donato gran parte della sua opera al nuovo museo di Fauglia, ricavato svuotando le carceri ottocentesche della città natale dell’artista. Ho approfittato per andare a trovare la figlia di Kienerk, Vittoria, ottantasette anni e una grinta mai vista. Nella sua casa custodisce molte delle opere del padre. Con imbarazzo le ho mostrato il mio lavoro: era entusiasta».

Così è nata anche la collaborazione con il museo di Fauglia: Marco ha creato il logo della mostra dedicata a Kienerk, che sarà visitabile a partire dal prossimo settembre. Ma torniamo alla serie di Kienerk: Vimercati, terminato il progetto, partecipa alle conferenze che la Fondazione Novaro dedica a La Riviera Ligure.
Giovedì 28 febbraio alle 17.30, nel foyer del Teatro della Corte, introdurrà l’incontro dal titolo Passaggio al moderno – La grafica di Giorgio Kienerk: «nei primi anni del Novecento l’artista si è avvicinato allo Jugendstil, il Liberty tedesco, apportando quindi anche in Italia elementi di grande modernità».

Un’ultima curiosità: Marco Vimercati, che nel suo libro traccia anche una breve storia della grafica, è polemico nei confronti dei prodotti editoriali dei nostri tempi: «fino ai primi decenni del Novecento il tipografo ricercava la bellezza e la perfezione. Con l’avvento delle tecnologie, i tipografi hanno scelto soluzioni rapide e preconfezionate a discapito della qualità», denuncia Vimercati, «oggi conta solo il numero di copie vendute e non esistono più l’orgoglio e l’amore verso il lavoro. I "maestri tipografi", che usavano il torchio e badavano alla qualità estetica, non esistono più».

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