Magazine Giovedì 29 marzo 2001

Il Martirio di Giulio Romano

Magazine - La chiesa di Santo Stefano (XII sec.-1217, rimaneggiata nel XIV-XVII sec., poi restaurata) si presenta con una facciata a bande bianche e nere, un bel portale gotico con rosone e un presbiterio sopraelevato con tiburio ottagonale. All’interno conserva il Martirio di Giulio Romano e tele di Giulio Cesare Procaccini.)

“Uno dei quadri più famosi della città è il Martirio di Santo Stefano, a Santo Stefano, di Raffaello e Giulio Romano.
A prima vista non piace per la sua secchezza e severità; ma esaminandolo, non si può fare a meno di ammirare la varietà delle espressioni, l’energia degli atteggiamenti, e soprattutto l’attesa del dolore, la rassegnazione, la speranza e la dolcezza dipinte sul viso di Santo Stefano: è questo l’unico punto dove suppongo che Raffaello abbia messo mano all’opera del suo allievo”.

Charles de Brosses
Lettres Familières sur l‘Italie, 1739-1740



“A Santo Stefano c’è un quadro bellissimo di Raffaello che rappresenta il martirio del Santo.
Saulo è di lato e sorregge gli abiti. La parte superiore del quadro, dove sono Gesù Cristo, il Padre Eterno e gli Angeli, è di Giulio Romano, come le nuvole che li sostengono. Nulla è più grazioso di tutto l’insieme”.

Charles Louis de Secondat de Montesquieu
Voyage en Italie, Bordeaux, 1894-1896

Nell’immagine: Giulio Romano, Martirio di Santo Stefano, 1524, particolare

di Rosanna Tripaldi

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