Magazine Giovedì 29 marzo 2001

L’impeto del mare tra i due moli

Magazine - La Liguria è sempre stata un luogo di transito obbligato per viaggiatori inglesi e francesi diretti in Italia che, al passaggio delle Alpi, faticoso e piuttosto pericoloso, preferivano un itinerario più rapido: in circa tre giorni di navigazione sul Rodano, arrivavano a Lione e a Marsiglia.
Da lì si imbarcavano per Genova e Livorno utilizzando le navi che avevano a disposizione in quel momento, di solito galere, tartane e feluche.
Il viaggiatore che non voleva percorrere la via del mare poteva seguire il sentiero a cui era ormai ridotta nel '600 e '700 l'antica Via Aurelia, percorrendolo a piedi, a cavallo oppure a spalle d'uomo su una sedia fornita di poggiapiedi, formula, quest'ultima, piuttosto complicata e dispendiosa.
Spesso il percorso via terra diventava obbligatorio, quando si aveva fretta e le imbarcazioni non potevano proseguire a causa delle condizioni del mare o dei pirati.
Il viaggio per mare era comunque il più seguito dai viaggiatori i quali, dopo aver scelto il vascello più adatto, si avvicinavano sempre più a Genova seguendo la costa.
In sette, otto giorni e a volte anche in meno tempo, si copriva il tragitto Marsiglia - Genova ma spesso l'entrata in porto era difficile a causa dei venti avversi; Genova non era un porto tra i più facili e sicuri e i viaggiatori si lamentavano di questo.

“La rada di Genova è molto brutta, e, per proteggere le navi sono stati costruiti due moli. Il molo nuovo sta a Ponente, all’inizio di San Pier d’Arena, ma è molto rovinato.
(...) Sul lato opposto si trova il Molo Vecchio, che inizia verso il centro della città.
Questi due moli formano quello che viene chiamato il Porto, che è uno dei peggiori della terra poiché il mare entra con impeto per l’apertura che c’è tra i due moli, soprattutto quando il vento soffia da mezzogiorno, da est e da ovest; tanto più che l’apertura tra due moli è molto larga ed esposta, il mare poco profondo, il fondale molto brutto; e così le navi arano sulle ancore, urtano le une contro le altre e pochi anni fa un bastimento rischiò di affondare”.

Charles Louis de Secondat de Montesquieu
Voyage en Italie, Bordeaux, 1894-1896

Nell’immagine: Illustrazione, da J. Furttenbach, 1627

di Rosanna Tripaldi

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