Magazine Giovedì 29 marzo 2001

Genova, la grande navigazione

“La vita di Genova è oggi la grande navigazione mercantile.
Nel grande porto sventolano bandiere di tutti i paesi e trovano rifugio sia i grandi transatlantici, che fanno rotta per le Americhe, sia i velieri e piccoli vapori che, attraverso il Mediterraneo, vanno in Grecia e nel mar Nero.
In un porto come quello di Genova, vasto e frequentato, si ammira la grandezza della città presente che può sembrare prosaica alle menti offuscate dall’amore per l’antico e che non sanno apprezzare la poesia delle sue grandiose proporzioni.
Nel centro del porto, in quel lago quasi infinito d’acqua verdastra e tranquilla, sulla quale sembra trascinarsi la foschia del mattino, passano rimorchiatori che sciamano come ronzanti mosche e corrono a trascinare le fregate lente e boccheggianti, che entrano con la velatura ammainata e come ciechi si lasciano guidare da piccoli cagnolini. Sullo sfondo si eleva la città italiana dal carattere inconfondibile, sporca ed allegra come un gaio ragazzo che non si lavi mai la faccia.
Genova ostenta case bellissime di sette piani con persiane verdi. Le finestre sono pavesate con la biancheria appena lavata che viene impudicamente esibita a gocciolare sul passante.
Genova è la città dei contrasti, dei grandi palazzi e dei miseri carruggi.
In alto, sulla cima delle colline, giardini lussureggianti, ville marmoree, veri nidi d’amore che fanno ricordare i voluttuosi alberghetti francesi del tempo della Reggenza; in basso, vicino al porto, quartieri che sono veri ghetti con viuzze strette e sotterranee, dove le grondaie si toccano e tre persone non possono camminare fianco a fianco per la ripida discesa dell’acciottolato.
Ad eccezione di mezza dozzina di grandi strade che, tracciate a caso, costituiscono la spina dorsale della città, le altre vie si chiamano vicoli e ve ne sono di quelli che sono vere scale per le quali non si può transitare senza agguantarsi ad una rugginosa ringhiera di ferro”.

Vicente Blasco Ibánez En el país del arte. Tres meses en Italia, Madrid, 1896

Nell’immagine: Ippolito Caffi, La Lanterna dall’imbarcadero di villa Doria a Fassolo, ca. 1850, olio su tela
di Linda Kaiser

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