Concerti Magazine Martedì 22 gennaio 2008

Andrea Celeste: «la mia passione soul»

© www.andreaceleste.com

Magazine - Andrea Celeste ha 21 anni, i capelli biondi e gli occhi azzurri. Ed è una "lei". La sua voce calda e incredibilmente soul le ha permesso di farsi notare. Il suo primo album, My reflection, è stato prodotto da Roberto Vigo e edito dall’etichetta Philology.
«Ho iniziato a cantare per caso, a undici anni, durante la classica festa di paese». Insomma, il karaoke ha fatto scoccare la scintilla e Andrea ha continuato a cantare, partecipando a diversi concorsi. «Ma non mi bastava mai, così ho studiato canto classico, mi sono appassionata al jazz e soprattutto al gospel. Sono entrata a far parte del coro della mia città, con cui sono andata in tournée. È così che ho conosciuto Cheryl Porter, con cui è nata una bella collaborazione».

Collaborazioni eccellenti anche nell'album, che vede la partecipazione di alcuni grandi nomi del jazz nazionale ed internazionale, tra i quali Dado Moroni, co-autore insieme alla cantante del brano Real, «che mi ha trasmesso tanta positività. Con lui ho instaurato un bellissimo rapporto». E ancora Riccardo Fioravanti, Enzo Zirilli, Andrea Pozza, con cui interpreta una versione piano e voce di I’m Glad There Is You e Pietro Leveratto, ospite d’onore nel classico It Ain’t Necessarily So.

Andrea ha scritto quasi tutti i brani del suo album: «nelle mie canzoni racconto l'amicizia e l'amore, due valori molto importanti per me. Spesso mi ispiro ad esperienze personali: il 2006 è stato un anno difficile, ma anche un'occasione per crescere anche come musicista».
C'è una canzone a cui Andrea è particolarmente affezionata: «si chiama The power of our love. Per me è quasi un inno, perché rappresenta il mio modo di vivere l’amore e la musica».

Vi siete incuriositi? Il prossimo appuntamento live con Andrea Celeste è a Firenze il 28 marzo . E speriamo di vederla e ascoltarla presto a Genova, dato che dallo scorso settembre Andrea si è trasferita nel capoluogo ligure: «a Genova ci sono artisti validissimi, che però mi raccontano di avere molte difficoltà a trovare spazi nei quali suonare».

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