Magazine Venerdì 18 gennaio 2008

Lettino virtuale: lo psicologo risponde

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

È sabato mattina e sento dentro di me una malinconia infinita. Ho 52 anni, sono donna e sono in menopausa da un paio d'anni. Solo da poco ho iniziato ad accettare la fine del mio periodo fertile. Ho una figlia e, per scelta, non ne ho avuti altri. Nonostante ciò sto vivendo in modo poco ragionevole questa fine. Quando vado al lavoro mi trovo a percorrere i venti km di distanza pensando “ecco sono al tramonto della mia vita, tra poco viene notte e io non mi sento pronta”.
Secondo Lei sono solo ormoni in subbuglio? Basta aspettare e passerà?
Grazie dell'attenzione,
Ludovica


Buona sera Ludovica,
è mercoledì sera e leggo la sua lettera mentre fuori è buio e fa freddo. Avrei voglia di lasciarmi cullare nella sua stessa malinconia, non troppo amara, ma che del dolce ha solo il ricordo e cullarmi nei ricordi delle occasioni perdute o nei sogni svaniti o in qualsiasi altra cosa che mi aiuti subdolamente ad evitare di pensare al futuro, ad un futuro che, se non mi spaventa, di sicuro non mi attrae.
E invece no. Credo che sarà meglio lasciare queste sensazioni ad un altro momento e parlare della sua situazione. Lei mi parla della sua menopausa, periodo molto significativo per una donna, che induce una serie di riflessioni sul senso della vita.
È un momento molto importante e come tale, inevitabilmente, difficile. Per almeno due motivi. Da un lato la fine del periodo fertile, per una donna, segna la necessità di una revisione della propria identità assumendo un valore simbolico più ampio che la semplice fine di uno dei tanti cicli che si succedono nella vita.
Ma allo stesso tempo c’è un'altra difficoltà, come lei ben sa: lo squilibrio ormonale della menopausa ha anche un effetto destabilizzante sul tono dell’umore. Questo significa che nel corpo si alternano stati d’animo, che possono portare a sentirsi e a sentire con modalità esagerate, sia come aumento dell’agitazione o della depressione o del sospetto, tristezza, eccitazione e così via.
Se poi mettiamo assieme queste due problematiche scopriamo che proprio in un momento delicato in cui ci troviamo a riflettere sulla nostra vita , passata e futura, ci troviamo ad avere un tono dell’umore che spinge verso una esagerazione dei sentimenti e delle emozioni. La conseguenza è che tutto appare “molto più” di quello che in effetti è o potrebbe essere. Nel suo caso lei potrebbe ritrovarsi a sperimentare una malinconia molto più malinconica ed una tristezza molto più triste o una accettazione molto più remissiva di quanto non sarebbe opportuno.
Aspettare che passi? Questo accadrà in ogni caso. Ma io le consiglierei di parlare con il suo ginocologo per farsi aiutare a stabilizzare il più possibile l’umore e dopo, con tranquillità e decisione, pianificare bene il suo futuro che, visti i suoi soli 52 anni, potrebbe riservarle ancora delle grandi gioie. Ed ora ritornerò a guardare le stelle, che sembrano tremare dal freddo lassù, nel cielo vitreo della notte. Ma dopo, nel caldo del mio letto, farò sicuramente dei bei sogni.
Lo auguro anche a lei
di Marco Ventura

Potrebbe interessarti anche: , «Mamma secondo te sono lesbica?»: la domanda di una figlia i dubbi di una madre , «Preferisco stare con le mie amiche anziché con il mio ragazzo: Cosa mi succede?» , Paura di essere omosessuale, lo sfogo di un ragazzo e la risposta dello psicologo , «E se fossi lesbica?»: forse è solo paura e ipocondria , Doc Omosex? Forse è solo ipocondria

Oggi al cinema

L'apparizione Di Xavier Giannoli Drammatico Francia, 2018 Vincent Lindon è Jacques, un famoso reporter di guerra che viene inaspettatamente reclutato dal Vaticano per indagare su un’apparizione avvenuta in un villaggio della Francia. Anna, orfana e novizia, afferma di aver visto la Vergine Maria. Lo straordinario... Guarda la scheda del film