Magazine Venerdì 4 gennaio 2008

Lettino virtuale: lo psicologo risponde

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Dopo eccomi qui a raccontare un po' di me stessa e a chiedere a Lei, dottore, se c’è una risposta all’interrogativo che dal quel 14 dicembre mi assilla. Premetto che non so come si stia da traditi, oddio penso di esserlo stata, ma dato che nessuno ha mai né confermato né smentito, posso solo dire che sento un grosso vuoto dentro me imputabile, credo, al fatto che lui non mi sia più accanto. Ma questa è un’altra storia e ora non c’entra.
Sono diversi anni che un amico mi viene a cercare quando vuole evadere dalle sue relazioni ufficiali. Per i primi tempi sono stata la ragazza da accompagnare a casa per fare due chiacchiere, poi sono cominciati i baci e poi siamo andati oltre. Tra una fase e l’altra di tempo ne è passato. Per alcuni anni proprio non ci siamo visti, ma dalla prima volta ad oggi ne sono trascorsi quasi dieci. Non assomiglio alle sue ex, non frequento i suoi posti, ho uno stile di vita diverso, ma perché allora io resisto e le altre no? Non gli ho mai chiesto di più di quello che mi dava, l’ho sempre ascoltato senza giudicarlo o rimproverarlo, l’ho spronato ad puntare in alto nella professione e ad essere più sicuro di se stesso. Sarà per questo? mah…
A settembre ci siamo rivisti dopo che per entrambi erano finite due storie serie (lui usciva da una convivenza e io accettavo il silenzio dell’uomo di cui sono ancora innamorata) e per la prima volta mi ha detto: "mi sei sempre piaciuta e lo sai". Anch’io ho sempre avuto un debole per lui, ma queste sue parole mi hanno sorpresa. Il nostro rapporto è sempre stato un rapporto a episodi, in cui non abbiamo mai affrontato il discorso su noi due; quando ci vedevamo si parlava, si scherzava, ci si confidava, si fa l’amore e non c’è bisogno di esternare quello che i gesti, gli sguardi e le frasi non dette esprimevano.
E tutto questo mi è sempre bastato. Più di una volta mi è sembrato di essere solo una tappabuchi, ma mi stava bene e non mi ponevo certo l’interrogativo di cui sopra. Da quando, dottore, ha chiesto a noi lettori del tradimento ho riflettuto a lungo su questo mio ruolo da "l’altra", ma non trovo una spiegazione. Ho ipotizzato anche di chiederlo a lui direttamente, se ci sarà una prossima volta, ma lo conosco e non mi risponderebbe. Forse la chiave è solo in me stessa, perché più di un non-rapporto non sono capace? Grazie e felice 2008 a tutti!
Marilù


Buon anno a lei Marilù, e speriamo che lo sia davvero.
Ho letto la sua lettera, e sa cosa mi ha colpito di più? La sua frase finale: "forse la chiave è solo in me stessa, perché più di un non rapporto non sono capace?" e da questa vorrei incominciare e non già dei tradimenti, più o meno espliciti, che si intrecciano nella sua storia. E poi questo "non sono capace" non mi convince del tutto, come se si trattasse di un qualcosa che tutti dovrebbero saper fare mentre avere un rapporto è una operazione molto complessa.
La chiave, non è solo in noi: forse per avere un rapporto bisogna essere in due e forse a volte ci dimentichiamo di dire che, in realtà, quello che cerchiamo è un BUON rapporto, qualcosa che valga di più di una vita che sappiamo già vivere molto bene da soli.
E detto questo cosa vuol dire avere un non-rapporto? Ogni volta che incontriamo un'altra persona abbiamo un rapporto, quello che conta è l’aggettivo con il quale lo definiamo. Forse bisognerebbe fare un poco più di chiarezza su quello che dovrebbero significare le parole che noi diciamo quasi per abitudine e nelle quali, poi, facciamo fatica a riconoscerci.
Tempo fa le donne "cercavano marito" quasi ad ogni costo. Oggi tutti noi cerchiamo dei buoni compagni e la cosa più importante è che siano buoni e non semplicemente compagni.
A questo punto stavo per iniziare una tirata sui tempi, i costumi e le usanze che si sono evolute cambiando molti dei punti di riferimento ai quali erano abituati i nostri genitori ed i nostri nonni. Ma è roba noiosa, sacrosanta ma noiosa e allora mi sono chiesto: ma in realtà, come mai mi ha scritto? E allora le dirò che non ci sono “spiegazioni” che possano migliorare una storia tra due persone che "quando ci vediamo si parlava, si scherzava, ci si confidava, si fa l’amore e non c’è bisogno di esternare quello che i gesti, gli sguardi e le frasi non dette esprimevano". È una bella storia e forse può esserlo proprio perche è al di fuori da vecchi ruoli imposti da altri.
E quindi io la lascerei andare avanti così come è.
Ma non posso fare a meno di chiedermi quanto questa storia abbia influito sulle altre storie ed in particolare su quella che lei all’inizio cita brevemente e poi decide che "non c’entra". Però, visto che stiamo parlando di tradimenti, e dei vuoti che lasciano mi chiedevo: chi ha tradito chi? E con che significato?
Lei dice cha la sua storia a episodi dura da molti anni: devo presumere che ha continuato ad esistere anche mentre lei aveva aveva un altro compagno. Nessun giudizio, per carità, ma non le sembra strano che, a volte, le storie a episodi abbiano un qualcosa in più di quelle cosidette normali? E dunque, per questo nuovo anno le auguro di farsi molte domande trasversali ma, assolutamente, di non mettersi mai a volere delle risposte precise ed esaurienti. Perche le domande vanno fatte, ma le risposte sono nella vita che viviamo.
Buon anno

di Marco Ventura

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