Magazine Venerdì 4 gennaio 2008

Soubrettina? No, regina di cuori

Sofia aveva un sogno: diventare una regina. Non voleva essere una soubrettina della televisione oppure una protagonista di qualche reality show dei tanti che ce no sono.
No, Sofia, a diciott’anni appena compiuti, aveva solo un desiderio ben ficcato nella testa: essere la moglie di un membro di una famiglia aristocratica e, col tempo, diventare per l’appunto regina.
Le piaceva leggere le storie delle dinastie che un tempo avevano regnato in Europa: i Windsor, i Tudor, i Borboni, gli Asburgo e tanti altri e soprattutto era solita fantasticare sul lusso nel quale dette famiglie avevano vissuto. Senz’altro, pensava spesso la ragazza, se fosse diventata regina avrebbe dato una festa danzante ogni settimana, ed avrebbe avuto un nutrito stuolo di damigelle e paggi da fare invidia alla regina d’Inghilterra. Già Sofia si immaginava contornata da mille dame pronte a soddisfare ogni suo minimo capriccio e guai a loro se non l’avessero servita con la sollecitudine più pronta.

Questo era il sogno, la realtà era invece ben diversa. Già, perché di re da sposare in giro non ce ne sono più molti. Eppoi... chi avrebbe sposato una ragazza di umili origini come Sofia? Altro che Cenerentola! Qui non c’erano fate, matrigne o sorelle cattive. La dura realtà che ogni giorno Sofia viveva era fatta di una famiglia normalissima fatta di un padre gran lavoratore, impiegato bancario, una madre casalinga ed altri due fratelli più piccoli certamente non bisbetici come le sorelle di Cenerentola. In effetti la ragazza era benvoluta da tutti anche per quell’aria da sognatrice che aveva sempre, e non avebbbe avuto di che lamentarsi ma... ma, per essere felice, le mancava una corona sul capo.
C’è da dire che la giovane era anche cocciuta e determinata, così, appena raggiunta la maggior età, si mise subito all’opera per realizzare il suo sogno. Passava ore ed ore attaccata al computer sempre collegata ad internet sui siti specializzati in araldica e dinastie coronate per trovare il re che faceva per lei, ma il risultato era sempre assai modesto. Quando andava bene, trovava da sposare soltanto qualche principe di sperdute e primitive tribù africane: certamente non era quello il re che lei cercava.
Ma un giorno l’imbroccò. Quando ormai aveva perso ogni speranza di poter realizzare il proprio sogno, la magia di internet le vene incontro e finalmente trovò il sito che faceva per lei.

All’ultimo posto di una lunghissima lista di ricerca che avrebbe scoraggiato chiunque ma non lei, v’era un sito con indirizzo elettronico incluso che prometteva di conoscere tutte le teste coronate del pianeta.
Immediatamente Sofia mandò una mail a quell’indirizzo attendendo trepidante una risposta. Che non si fece attendere. Infatti solo pochi minuti dopo si materializzava sul video del computer la risposta della responsbile del sito. La Maga del Gufo Re, così si chiamava essa, scriveva di essere per certo in grado di aiutarla, ma che doveva incontrarla di persona essendo la cosa chiesta dalla ragazza di non facile soluzione.
Inutile dire che il luogo dove risiedeva la Maga del Gufo Re era dall’altra parte del mondo, ma la cosa non spaventò Sofia che senza indugio preparò lo zaino, salutò una esterrefatta famiglia e si mise in viaggio.
Cammina cammina, come si dice nelle vere fiabe e come era forse più vero un tempo quando ci si spostava a piedi o a cavallo piuttosto che in treno o in aereo, e superati tutti gli ostacoli del caso tra cui molte coincidenze sbagliate e qualche sciopero nel settore dei trasporti di diverse nazioni, la giovane arrivò dalla Maga del Gufo Re.
Oddio, l’aspetto della maga questa vecchietta non l’aveva proprio. Assomigliava invece ad una nonnina, coi capelli candidi raccolti a crocchia sulla nuca e con quella figura linda e minuta dalla quale promanava profumo di bontà.
La Maga rifocillò con un buon pezzo di torta la povera Sofia che fra un boccone e l’altro di quello splendido dolce al cioccolato raccontò la sua aspirazione a diventare regina e la voglia di evadere dal tipo di vita che faceva ogni giorno. Finito che ebbe di raccontare tutte le sue cose, Sofia si tacitò aspettando il responso di quella vecchia sulla quale nutriva molti dubbi ma che rappresentava per lei l’ultima speranza di diventare regina.

La Maga in silenzio la guardò attentamente negli occhi. Vide una ragazza di carattere socievole, un po’ persa dietro a futili ed ingenue velleità, fondamentalmente buona ed attaccata alla propria famiglia anche se desiderosa, come lo sono del resto tutti i giovani, di sogni di gloria e di riscatto. Poi disse:
- Ragazza mia, di Re e principi liberi come li vuoi tu a tutt’oggi non ce n’è, ormai sono tutti presidenti di repubbliche anche se non so quanto democraticamente eletti. Se però vuoi proprio diventare regina, ti posso proporre i quattro re dei semi delle carte che potrebbero fare al caso tuo, ma dovrai sceglierne uno e poi seguire per filo e per segno tutto quello che ti dirò di fare. Se lo farai, diventerai una vera regina. –
Poffarbacco... un re di cartone? Non era ciò che Sofia si aspettava, tuttavia - Va bene, Grande Maga - acconsenti a malincuore la giovane, - ma quale devo scegliere? –
- Se scegli il re di picche avrai ai tuoi ordini tutte le armi del mondo ma dovrai uccidere chi lui vorrà. Il re di fiori ti porterà mazzi di rose con le quali dovrai pungere chi lui ti indicherà, quello di denari ti porterà tanti soldi da comprare ogni cosa, ma ti chiederà di vendergli l’anima. Il re di cuori invece sarà un mistero, potrà darti tutto o nulla, ma non ti chiederà niente in cambio. Scegline uno con attenzione. –

Di uccidere o pungere qualcuno così, per diletto, a Sofia proprio non andava. Tantomeno le piaceva vendersi l’anima per essere ricca. Ahimè, rimaneva solo il mistero del re di cuori.
- Grande Maga, disse, ho deciso. Scelgo il re di cuori. –
- Saggia scelta, ragazza mia, saggia scelta. Ora dormi che domani ti dirò cosa devi fare per diventare vera regina. -
La notte passò tranquilla e il giorno dopo Sofia attese gli ordini della Maga.
- L’unico ordine che ti do - disse la vecchina, - è di tornare a casa. Quando arriverai mi spedirai una bella mail e sono certa che sarai già regina. –
Sotto gli occhi benevoli della Maga del Gufo Re, Sofia, per la verità alquanto sconcertata e delusa, prese la via del ritorno.
Questa volta però il viaggio, che all’andata era stato lungo e tormentato, fu piacevole e privo di difficoltà. Scioperi non ve n’erano e tutte le coincidenze erano perfette tanto che la ragazza si meravigliò della velocità con la quale si stava avvicinando al suo luogo natio.

A dir la verità non erano solo la mancanza di scioperi e le coincidenze esatte a rendere divertente il ritorno. In realtà la giovane non era sola come all’andata ma, fatti pochi chilometri dalla casa della Maga, aveva incontrato Marco, ragazzo di qualche anno più anziano di lei. Anche lui, dopo un viaggio giramondo in molti paesi, stava tornando a casa che, guarda caso, si trovava in una città vicino a quella dove abitava la famiglia della ragazza ed era stata cosa normale fare il viaggio insieme. Eppoi Marco era simpatico, forse un po’ fanfarone ma di animo buono, giocoso, e sempre allegro.
Insomma, Sofia si era innamorata di Marco e Marco di lei e voi capite bene che in compagnia della persona amata il tempo passa veloce ed anche le piccole contrarietà diventano un gioco, un pretesto per ridere e scherzare.
A farla breve, Sofia tornò a casa che, nonostante non fosse regina, sprizzava gioia da tutti i pori ed i suoi occhi emanavano una luce particolare, quella luce propria di tutti gli innamorati del mondo.
Si può dire che Sofia era felice anche se mancava la corona di regina, ma era proprio così? In fondo Marco l’amava tanto ma tanto da farla sentire proprio una regina, la regina del suo cuore.
E la ragazza ebbe modo di riflettere sulla sua situazione quando, davanti al computer, si accinse a scrivere la mail alla Maga.

Comprese allora ciò che le era rimasto oscuro allorchè la Maga aveva affermato essere il re di cuori un mistero che poteva dare tutto o niente senza pretendere nulla in cambio. Perché l’amore consiste proprio nel dare quel che si ha senza condizioni e lei l’amore ed il suo re di cuori l’aveva trovato proprio in Marco che la onorava più di mille conti o duchi o marchesi. Capì ancora, Sofia, che si può essere regine anche senza paggi, senza palazzi, senza feste danzanti. Perché ogni uomo è re ed ogni donna regina di cuori quando incontrano il loro grande e vero amore.
di Enrico Carrea

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