Magazine Venerdì 4 gennaio 2008

Avete mai giocato a Biancaneve?

Magazine - Siete mai giocato a Biancaneve? Avete mai tirato i dadi per avanzare nel gioco della miniera? Vi siete persi nel recitare dietro la maschera -specchio la fatidica frase: «Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame»? E avete ben guardato il calendario settimanale?
La casa editrice La Coccinella vi offre tutto questo in un libro strenna: titola ovviamente Biancaneve e costa 10,90 Eu (illustrazioni di Natascia Ugliano, testo di Gabriele Clima, progetto di Microstudio). È fresco di stampa questo fantastico e intelligente volume dove le pagine centrali sembrano spesse almeno dieci volte e ancor di più quelle iniziali. Per vederci dentro. Per seguire la bella fanciulla che disperata e impaurita fugge dalla strega allertata dall’arciere. Cartone color blu. Liscio, scivoloso, quasi per rendere ancor più inafferrabile la preda che si intravede tra i rami, nei fori delle foglie, seguita a vista dai suoi amici animali. Il gufo, il tasso, la volpe e altri: ci sono tutti a non volerla perdere di vista. E ci siamo anche noi nella corsa nella radura, quando giunge a una casina.

Track: basta un po’ di colla di qua e qualche piega lungo le cordonature per costruire in miniatura la dimora dei sette nani. Che spasso! E giù a liberare i fori per aprire le finestre e far entrare luce in cucina come nel resto della badia. Numi del firmamento! Viene da esclamare prendendo a prestito da Cucciolo, Pisolo, Eolo, Brontolo, Gongolo, Mammolo e Dotto lo stesso stupore di quando videro Biancaneve addormentata per traverso sui loro sette lettini.
«Al ladro, all’assassino!», gridò il più giovane. «Ma no, è una bambina» bisbigliò il più vecchio. «Sarà una stregassa?» biascicò il terzo. «O una fata cattiva?» balbettò il quarto. «È un oscuro presagio!”» sentenziò il quinto. «Un oscuro che cosa?» chiesero i coro il sesto e il settimo. Ma bastò poco per accorgersi di quanto buona poteva essere la fanciulla.
E altrettanto di cuore è l’intento del calendario con su le facce dei nanetti, che abitua i bambini dai 3 anni in su a tenere a mente impegni, frasi e ricordare la qualsiasi cosa attraverso dei tagli nelle mani dei personaggi, dove inserire – nel calendario fustellato da appendere alla parete – i foglietti con i passaggi impedibili della giornata. Per tutta la settimana.

Ma la realtà invitata a danzare con la fantasia torna a fare quattro salti nella torre dove la regina ingannata si rifugia per consultare i suoi libri di magia. A lei non resta che la pozione. A voi non rimane che aggiungere una erre alla pozione per ottenere la porzione, da portare in tavola seguendo le formule magiche da ritagliare a formare un libretto degli incantesimi e formule segrete che cede il posto, nel retro, a deliziose e facili ricette da fare insieme alla mamma, divertendosi tra i fornelli. Tipo la mela al forno o quella cotta, il siero stregato a base di mirtillo e arance rosse, piuttosto che degli spiedini di frutta di stagione.

E dopo aver fatto merenda tutti a tifare Biancaneve: è giunta l’ora dell’inganno. È giunta l’ora di fare il gioco della miniera che pare il gioco dell’oca. Dovete staccare la plancia di gioco e sollevare gli elementi fustellati per farla diventare tridimensionale. Si gioca in tre, con la trottola-dado che si stacca dal gioco e tre segnaposto. A turno ogni giocatore fa ruotare la trottola-dado e avanza sul suo percorso di tante caselle quanto è il numero uscito. Chi si ferma sulle caselle nere sta fermo un giro, invece sulle caselle coi diamanti tira di nuovo il dado. Vince chi arriva primo alla miniera. Come la corsa del gioco giunge a termine, anche la corsa di Biancaneve è interrotta dall’incantesimo.
Tre pagine dopo ecco l’arrivo del principe e il lieto evento. La fiaba finisce con una nota che informa in merito agli autori, i fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, scrittori tedeschi che la scrissero all’inizio del 1800. Per i curiosi va detto che il nome tedesco di Biancaneve è Schneewittchen e la città di Lohr, in Germania, si vanta di essere il luogo nel quale questa fiaba è ambientata. E ci viene voglia di ricominciare la lettura con questa fiaba tutta da giocare, incollare, staccare, ascoltare e con cui interagire tra fondali veri e presunti.

di Roberta Maresci

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