Magazine Venerdì 21 dicembre 2007

Lettino virtuale: lo psicologo risponde

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Caro Dottore,
sono un uomo di 36 anni. Sono sposato dal 1996 con una donna più giovane di me di due anni. Abbiamo avuto un lungo periodo di fidanzamento - nove anni - fino a che nel ‘96 ci siamo uniti in matrimonio. Abbiamo due figli, uno di dieci e l'altro di cinque anni.
Per sue sfacciate inadempienze coniugali, quali sesso inesistente, mancato espletamento delle normali faccende domestiche, intrusione di sua madre in modo continuativo nella nostra vita e grande aggressività di mia moglie, sfociante in diverse liti con lei che le dava e io le beccavo, la nostra unione è stata dal ’98 un vero disastro.
Nel 2002, dopo anni di scontri continui, tramite una chat ho conosciuto una ragazza. Ci siamo incontrati ed è nata una bella storia d'amore, tipo romanzo d'autore. Dopo sei mesi questa ragazza è rimasta incinta e in quell'occasione è nata la mia terzogenita. Sono andato via da casa centinaia di volte e altrettante centinaia sono rientrato alla base.
Sono combattuto e sono arrivato alla conclusione che la felicità è qualcosa di irraggiungibile per me. Non riesco a capire dove mi sono perso e sono sempre triste e appesantito non solo fisicamente ma anche moralmente in tutto quello che faccio. Vorrei capire cosa mi succede e se c'è una via d'uscita valida da percorrere.
La ringrazio in anticipo.


Caro uomo di 36 anni,
mentre leggevo la sua lettera mi sono venuti in mente molti aspetti che avrei voluto conoscere meglio e non nego di aver provato, al riguardo, una serie di sentimenti contrastanti. Se quello che ho provato io, soltanto leggendo la sua lettera, è una minuscola parte di quello che nella vita prova lei, allora credo proprio che: sì, lei abbia veramente bisogno di un aiuto per riuscire a trovare e a percorrere una via che possa portarla a trovare una maggiore serenità, per lei e per le persone che le stanno accanto. Ed in particolare per i suoi figli.
Credo che la cosa migliore è che lei decida, al più presto, di intraprendere una psicoterapia con uno psicoterapeuta che le ispiri fiducia.
Ma già qui sorge il primo problema: scegliere. E temo che su questo lei sia realmente molto confuso. Ad esempio lei si presenta come bigamo ma non per scelta. In realtà lei e solo lei: ha scelto di essere bigamo, può essere che non sia stata una buona scelta, che sia stata una scelta di ripiego, ma nessun altro ha scelto questa cosa per lei.
Forse per lei prendere delle decisioni è difficile e quindi diventa altrettanto difficile assumersi la responsabilità di quello che accade in seguito al suo agire e di conseguenza diventa difficile - per lei, ma anche per gli altri - vivere una vita a queste condizioni.
Ora non entro del merito delle sue vicende coniugali ed extraconiugali, anche se ci sarebbe molto da dire, sia su come sono cominciate, sia su come sono state portate avanti. E la mia sensazione è che, per come le descrive, non potranno continuare così ancora per molto, pena una notevole ed inutile sofferenza di tutti.
E poi lei parla di figli, di figli piccoli, e questo invece è un discorso sul quale mi sento di dover dire di più perché, se pur con difficoltà, i “grandi” dovrebbero avere le risorse e l’autonomia per potersi difendere mentre i bambini, proprio perché “piccoli”, hanno bisogno di qualcuno che li protegga, che li aiuti e che gli guidi. E per i suoi figli questo qualcuno è lei ( assieme alla loro madre). Non può non accorgersi che, se non altro per loro, dovrà diventare più sicuro e consapevole di quello che è il suo ruolo di genitore , e poi di compagno e di uomo.
Ora, io capisco che lei è in difficoltà ma è anche un adulto di trentasei anni ed ha tre figli: non può proprio continuare ad auto commiserarsi così tanto. Mi rendo conto che magari avrà le sue buone ragioni, sicuramente rintracciabili nella sua storia, ma davvero non può esserci niente, nel suo passato, che possa impedirle oggi di prendere appuntamento con un bravo psicoterapeuta ed incominciare a mettere a posto la sua vita.
Sì, spero proprio che lei mi scriva di nuovo, giusto per dirmi che lo ha fatto.
A presto.
di Marco Ventura

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