Magazine Giovedì 20 dicembre 2007

Se la Befana si scontra con Santa Claus

Chissà cosa faceva il nonnino dal girovita abbondante, quando ancora si chiamava Babbo senza Natale. Chissà come passava la giornata della vigilia il simpatico vecchio dalla barba bianchissima. Cosa avrebbe voluto fare da grande? L’astronauta, per andarsene a spasso tra stelle e pianeti oppure il casalingo? E fu così che provò anche a fare i conti con le faccende domestiche: ma lavare, spolverare, stirare, cucinare non faceva proprio per lui. Non gli restava che prendere di petto la vita d’attore o da campione sportivo.

Ma anche l’idea svanì prima ancora di prender corpo. Dunque? Ecco! Avrebbe potuto far carriera nei vigili del fuoco: ottimo! Fu così che si preparò in pompa magna per partecipare al raduno di quelli che sarebbero dovuti diventare suoi colleghi. Avete presente una torcia umana? Tutto color rosso: cappello, pantaloni, giacca e vestito. Mi sembra fosse pure d’agosto, la sera di San Lorenzo, o di gennaio in occasione dei festeggiamenti per il giorno 17 dedicati a Santa Barbara.
Il punto è che dove viveva lui non bruciava mai nulla: piuttosto la gente viveva sotto una montagna di neve. E fu così che Babbo divenne lo scalatore di camini più celebre al mondo.

Lo racconta in dieci tappe Andrea Valente nel suo libro Quando Babbo diventò Natale?, edito da Gallucci (pagine 120, 9.50 Euro), la cui lettura è consigliata dagli 8 ai 99 anni. E chissà che chi non ci crede magari alla fine non si ricreda… Guai a dirlo alla Befana: sempre seconda, quest’anno ha voglia di prendersi una rivincita con il libro Aiuto! Si è arrabbiata la befana, di Patrizia Ceccarelli, edito da Nuove Edizioni Romane.
Babbo Natale arriva sempre prima della Befana e porta i giochi più belli: perché? Perché deve essere sempre lui a ricevere più attenzioni? La letterina, le sue infinite riproduzioni ovunque: basta pensare a tutti quei babbini che si arrampicano da scale improvvisate dai balconi e finestre, sui muri e per le insegne di ogni parte d’Italia.

Che siate pro o contro, poco importa: questa volta la parola passa alla Befana, che ne ha fin sopra quei radi capelli che le sono rimasti sotto il fazzoletto. Deve trovare una soluzione. Pensa che ti ripensa le cadono i denti, perde quei quattro peli che ha sulla testa, si ammala al punto da essere portata perfino all’ospedale. Qui dà il peggio di sé: morde, sputa, inveisce contro tutti. Purtroppo non esiste alcun antidoto. Forse ce la fa il dottor Tormentini a trovare una soluzione: portarle davanti Babbo Natale in carne e ossa per affrontare la questione una volta per tutte.
È sicuro che si metteranno d’accordo. Invece? Niente da fare: la Befana, visto il rivale, gli si avventa perfino contro prendendolo a pugni e calci, ma non solo. Alla fine si arriva a una tregua sulla proposta di Babbo Natale di occupare il posto accanto al suo, sulla slitta.

Accordo fatto: partenza a tutto gas, piroette sul terreno, frenate brusche e decolli alla volta di tutti i bambini del mondo. E le renne? Chiude così l’ironico libro dove i due personaggi-simbolo nell’infanzia di ogni fanciullo sono allo scontro. Ma come tutte le favole che il cielo comandi, il finale è per il lieto evento. È quanto riempie le pagine del libro “Aiuto! Si è arrabbiata la Befana” (Nuove Edizioni Romane, pagine 48, euro 12.00), l’ultimo lavoro di Patrizia Ceccarelli con le opportune illustrazioni di Cecco Mariniello. Roberta Maresci
di Roberta Maresci

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