Magazine Mercoledì 19 dicembre 2007

Gli uomini sono Irresistibili bastardi?

Dodici scrittrici, per dodici racconti, per dodici Irresistibili bastardi. Questo è il titolo del libro curato da per la Fratelli Frilli Editori. Il titolo è scaturito per caso: un trait d’union che accompagna tutte le storie. Che l’uomo – in questi casi, bastardo - sia il comune ispiratore dei racconti usciti dalle scrittrici donne si presta a molti interrogativi: è la donna che idealizza sempre in una certa maniera la figura maschile? Oppure è colpa della mancanza di identità del maschio di oggi?
Gli uomini – è stato detto ad durante una delle presentazioni di questo libro - forse avrebbero parlato di moto, pallone, auto, finanza, politica; insomma di altro: avrebbero evitato l’argomento sesso e amore. Le donne no: al centro hanno messo lui, l’uomo e per di più bastardo.

. Ora io, uomo, voglio farne una lettura diversa. Spero di riuscirci e dico subito: attenzione, queste scrittrici hanno parlato di ossessioni, della ricerca di un amore ideale, raccontandolo attraverso l’assunzione di vari ruoli. Vediamoli questi ruoli.
Abbiamo le Amanti nel racconto di , Prendete nota bambine, e in quello di Francesca Romana Capone, Genova tra le gambe. Poi abbiamo le Brave mogli o Ex mogli nelle storie Come un lupo di Anna Parodi, Basta un passo e ci sei dentro di Laura Guglielmi, La torta paradiso di Claudia Lupi e Come stai, Romolo? di Silvana Canevelli.
Infine il ruolo predominante, che potrebbe essere esteso a tutte le storie: le Vittime. Queste ultime le ritroviamo in La via Emilia di Annamaria Fassio, Contratto d’affitto di Adriana Albini, Cacciatori di polpi di Annamaria D’Ursi, Il tempaccio di Luciana Chiesi De Fornari, Il patto di Roberta Bottino e Milù di Tittyna Cerquetti.

Prendiamo l’Amante di Raffaella Grassi: è sublime. Lei, la protagonista, insegue un Federico, che non a caso chiama Fede, perché è un tipo fedele? Lui potrebbe anche esserlo, ma non a lei naturalmente: il suo ideale di uomo è difficile da sostenere anche per lui, che rimane sostanzialmente infedele e vigliacco. La frase finale è rivelatrice: Soprattutto l’amore, a volte, non risolve niente.
Per le Brave mogli o Ex mogli, è esemplare il racconto di Laura Guglielmi, che racconta come i ruoli possano diventare gabbie. Per un frainteso amore e dentro uno schema mentale conformista, si consuma la tragedia: con quattro punti di vista diversi, si racconta come la distanza culturale e le difficoltà di integrazione personali diventino trappole per cui Basta un passo e ci sei dentro…, nella prigione della violenza e dell’infelicità.

Per Annamaria D’Ursi una splendida metafora: Cacciatori di polpi, polpi come spose, spose come polpi. Un racconto ricco di rimandi simbolici per una realtà sconcertante. Ancora la storia raccontata da Annamaria Fassio, con tocchi pulp, dimostra come la vendetta faccia una sola vittima: lei, la puttana Teresa-Bambi. La via Emilia è lo sfondo di un racconto crudo: sesso, traffico e sentimenti senza speranza. Anche l’agente immobiliare di Adriana Albini, che stipula un Contratto d’affitto, ma cercherebbe di farne uno d’amore, in fondo è una vittima: cerca una vita nonostante tutto e nonostante gli altri. Il suo copione diventa quello di una vita sempre percorsa da rimpianti. La vita non si affitta né si compra. Quell’uomo che l’ha delusa e anche offesa le ricorda le sue paure e le sue incertezze.

In fondo se quegli uomini sono irresistibili bastardi è perché riescono a trovare relazioni complementare in facili donne fragili. Ma è davvero così? Forse i cosiddetti ruoli sono intercambiabili e non hanno sesso: sono solo lo strumento sbagliato per vivere e ottenere il diritto di essere felici.
di Giorgio Boratto

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