Magazine Mercoledì 12 dicembre 2007

La svolta poetica di Marco Fojanini

Magazine - Per tutti c’è una prima volta. E la prima volta di Marco Fojanini riguarda la poesia. Poesia seria. Perché per far ridere c’è sempre tempo. Dal 15 dicembre, edito da Edicolors, uscirà nelle librerie la sua prima raccolta di composizioni poetiche dal titolo semplice, ma forte: Donne.
Marco Fojanini è scrittore, autore televisivo e teatrale (laboratorio Zelig, Strangers in the night - Zelig, Tanto per ridere - RTSI), vive e lavora tra Genova e Milano. È l’ideatore della collezione Lo scrittore illuminato (Librerie Feltrinelli 2001), autore di Eravamo partiti di martedì e fondatore del movimento di pensiero Belo Horizonte.

«Questa raccolta arriva come un momento di riflessione sulla mia vita» spiega Marco: «Rappresenta la voglia di fermarmi, di pensare al passato e a quello che ho visto e vissuto».
Il momento che ha fatto crescere questo desiderio di "serietà" è nato durante un viaggio in Brasile: «L’estate dello scorso anno ho incontrato la "mia" ragazza di Ipanema. Era lì per me, mi ha sorriso, ci siamo presentati, abbiamo parlato per oltre un’ora e poi è andata via, per sempre» racconta Fojanini: «Proprio per fissare quel momento ho scarabocchiato alcuni appunti, parole semplici. Quando li ho riletti la sera, mi sono accorto che c’era qualcosa di diverso in quelle parole, un connotato di poesia».
E da quel momento si sono aggiunte altre donne, altre situazioni, altri viaggi, altre emozioni. Momenti intimi e personali, che con il giusto grado di pudore Fojanini ha trasformato nella sua personalissima rivisitazione del mondo femminile degli ultimi trent’anni.

Marco ha scelto, invece che una presentazione pubblica, di organizzare un reading privato a casa di alcuni amici, giovedì 13: «La scoperta di questa parte di me, è un momento intimo, da condividere con loro» aggiunge Marco: «Penso che la poesia sia anche un’evoluzione per chi fa questo mestiere. Chi come me scrive libri o programmi televisivi per divertire, per fare satira o ironizzare, sente la necessità a un certo punto di scavare a fondo. E la poesia è questo: qualcosa di profondo. Come un velo che cade e che apre prospettive diverse».
Basta leggere l’introduzione del libro per capire questo concetto: «Parlo di voi come del sole, / del mare, di un fiore / di un momento infinito / o di me stesso. / Parlo di voi / come di poesia».

«La poesia che mi porterei via in viaggio, è La donna della rosa di Atacama» conclude Marco: «In questo caso la mia composizione diventa anche denuncia e infatti è dedicata alle donne che devono subire l’infibulazione. Donne che perdono la loro dignità, riuscendo a fiorire solo un istante, per poi appassire, come quella rarissima rosa».
Il libro Donne è anche impreziosito dalle foto di Jessica Delsaux, una giovane brillante fotografa belga, fondatrice del movimento culturale Au detour d’un règard. Una prima volta in Italia anche per lei.

di Claudia Lupi

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