Magazine Martedì 11 dicembre 2007

Polaroid: il nuovo libro di Ansaldo

Dopo la pubblicazione di 'Tromba' Giorgio Ansaldo è tornato al lavoro e presto si sentirà di nuovo parlare di lui. Così terminava .
Era lo scorso agosto. A novembre è uscito il suo secondo lavoro, Polaroid, e parliamo ancora di lui, di Giorgio Ansaldo.

Mentre con il racconto Tromba - strumento musicale e imperativo presente del verbo trombare - Giorgio Ansaldo spiegava: «Mi interessava raccontare come a volte il caso diventi protagonista nelle nostre vite tirando fuori una parte di noi che non ci saremmo mai aspettati e che alla fine ci troviamo, anche nostro malgrado, a dover accettare». Con Polaroid, edito da , se non si sapesse chi è l’autore si potrebbe affermare che Ansaldo ha giocato con il suo passato e fatto in sostanza un atto d’amore verso di sé. Il racconto, con il pretesto di una foto – una polaroid, appunto - trovata all’interno della copertina di un disco a 45 giri, Insieme a te non ci sto più di Caterina Caselli, ci parla d’amore e ricordi ma senza malinconia, solo con il sentimento d’affetto per le cose vissute.

Il protagonista del libro, Ernesto, cercando la persona ritratta in una foto, fa un viaggio nel tempo e nello spazio facendoci scoprire un aspetto fondante dell’amore: quello proiettivo e ideale di bellezza e piacere.
Dall’incontro con Giorgio emergerà un altro aspetto dell’amore: l’importante è ciò che si sta vivendo; quello che conta è quando si condividono coccole e parole profonde. Una saggezza conquistata con il vivere sperimentando le passioni e da queste uscirne vivi.

L’amore è chi ti ricambia oggi, tutto qui: una frase del piccolo libro che parla d’amore omosessuale, parla di un sentimento universale con la leggerezza e la speranza di continuare questa umana avventura al di là delle appartenenze.
La scrittura di Giorgio Ansaldo è piacevole e vi si trovano annotazioni divertenti e passaggi colloquiali che rivelano la frequentazione teatrale dell’autore. Sì, perché Ansaldo ha fatto teatro per diversi anni. È stato tra i fondatori del Teatro della Tosse, prima di dedicarsi alla attuale gestione di un negozio di abbigliamento in centro città. In uno scambio di commenti mi ha detto: «Chissà che smetta di vendere vestiti e mi dedichi alla scrittura». Le doti non gli mancano.
di Giorgio Boratto

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