Magazine Venerdì 7 dicembre 2007

Rimbambiniamoci di libri

Cappello e calzoni rossi, maglietta e scarpe bianche, viso a palla: vi presento Camillo. Scelta come mascotte di una scuola comunale torinese, è un bimbo alto un palmo di mano alle prese con chissà cosa. Perché il libro è illustrato a metà, in quanto è praticamente tutto da creare e da inventare. Largo dunque alla fantasia! E benvenuto all’ultimo nato in casa Könnecke, dove l’autrice tedesca, anche per mano del bimbo cui è destinata la lettura, narra la storia del simpatico e vispo personaggio che si muove di pagina in pagina. Certo, questa volta mancano i disegni a fargli compagnia ma ci penseranno Mario Rossi o Giovanni Bianchi a dargli il saluto nel regno dell’immaginazione.
Tutto è possibile. Purché si sia disposti a sfogliare queste 36 pagine con la leggerezza di cui solo una piuma, in caduta libera nell’aria, sa regalarci. E voilà: colla forbici e matite colorate ce le mettono i fanciulli dai 3 anni in su. Al disegno del protagonista ci pensa l’autrice: tedesca, nome grosso che rimbomba di successo nelle librerie di mezz’Europa.

Camillo ha un segreto (Beisler Editore, 6.40 Eu) è il titolo di questo nuovo amico per giocare. Dunque ricapitolando: punto uno, sulla copertina c’è il posto per scrivere il nome di tuo figlio; punto due, invita a disegnarci dentro la strega, piuttosto che un robot pronto a catturare Camillo o il tesoro dei pirati; punto tre, l’unicità del libro che solo tuo figlio o nipote può creare; punto quattro, se un disegno non viene bene ci pensano le forbici a ritagliare la sagoma del compagnetto Camillo e incollarlo su un foglio di carta bianca. Poi ci si riprova.

Un’avventura che segue altre due già presenti nel catalogo dell’editore conosciuto proprio stamane nel serpentone dell’evento capitolino dedicato alla piccola editoria, in Più Libri, più liberi. Qui una folla di visitatori tra centinaia di stand ha invaso il Palazzo dei Congressi dell’Eur, a Roma, nella prima giornata cominciata con il brindisi inaugurale in presenza delle autorità e poi proseguita con Lino Banfi e Paolo Guzzanti impegnati nel mondo del web nello spazio Blog by Splinder, fino all’incontro con Pupi Avati che ha battezzato la nuova collana dedicata al cinema Ciak si scrive, e al Premio Biblioteche di Roma, consegnato da una giuria di eccellenze della nostra letteratura, tra cui Raffaele La Capria.

Qui, immersa tra mille e più bibliofili, ho notato questi gioielli dell’editoria. Piccoli, maneggevoli. Ai quali fanno da cornice altre proposte che non mi distolgono da Camillo che rivedo in altre due copertine. L’una titola Camillo e il turbante magico (10.90 Eu); l’altra Camillo e le bambine. Zac, magia! E Luca non c’è più. Ora: chi è Luca? Un uccellino col nome di un bambino, che svolazza tra le pagine regalando l’impressione al personaggio questa volta col turbante. Copricapo orientale che lo trasforma in mago; vero. In grado di far sparire oggetti e non solo. Con un testo rapido, che connota anche gli altri della serie; con una grafica essenziale decorata a macchia di colore; con una vena ironica e giocosa che rende omaggio all’aspetto ludico dei passaggi di crescita di ogni infante. Attenzione però: il tutto è altamente contagioso per noi adulti. Ci si sbellica dalle risate in tandem col gioco del bubù-settete e si diverte al sottomano di papà, con la stessa allegria che traspare su carta, in questo volume agile.

Titola Camillo e le bambine (Ole Könnecke, 10.90 Eu) il testo gender, dedicato al sesso. Alla scoperta delle differenze. E alla conferma che anche da piccoli, c’è il bimbo galletto e quello timidino, capaci di tutto ma soprattutto ripieni di una grande voglia di giocare, andando oltre gli schemi sessuati di bimbo e bimba: contaminando il divertimento.
La conclusione? Ignorato dalle bimbe, malgrado abbia un secchiello, una paletta e un’automobilina gigantesca, Camillo fa i salti mortali e nulla. È possibile che non ci sia un modo per impressionarle? C’è: bisogna solo indovinarlo. Provate a chiederlo a vostro figlio, al vostro studente, a vostro nipote o cuginetto. Purché poi leggiate il finale: de-li-zio-so! Ah: munitevi anche di colori, perché l’interno è in bianco e nero ma potete farlo riempire dal piccino. È un’idea in più.
di Roberta Maresci

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