Concerti Magazine Venerdì 30 novembre 2007

Sligge d'autore: atto terzo

Giovedì 6 dicembre2007, alle ore 21.00 presso la Sligge Factory (scalinata Sligge, Ovada), ultima serata con la rassegna di musica Sligge d'autore. In scaletta Banda Elastica Pellizza, gruppo formato da Daniele Pelizzari, Alessandro Aramu, Paolo Rigotto, Andrea Sicurella, Bati Bertolio. In chiusura Esmen.

Arrivo tardi, questa volta, e l’atmosfera alla Sligge è calda già da un po’. Mi sono persa Roberta Barabino, ma all’entrata mi comunicano che “ha dato il bianco”: un concerto bellissimo, una sequenza godibilissima di canzoni e musiche. Lei sorride minitizzando, ma in molti affermano che la sua musica acustica, folk e pop influenzata dalla sonorità brasiliana, ha coinvolto davvero tutti i presenti. I suoi testi raccontano del quotidiano, ne metabolizzano le esperienze, hanno la capacità di arrivare nell’intimo dell’ascoltatore, trasformando il via vai di ogni giorno in esperienze mistiche, in metafore spirituali.
Con lei e la sua chitarra Sergio Biancanelli al basso, Roberto Lucanato alla chitarra solista, Marcello Lunardi alla batteria. Alcuni pezzi di Roberta sono incisi in un demo, sono pezzi già arrangiati, un assaggio in attesa del cd in via di preparazione. Ha già suonato anche Gennaro Esposito, cantautore genovese, in arte Zaza («Il soprannome me lo ha dato un amico ed è diventato un po’ come quando trovi un cane. Anche se è brutto finisci con l’affezionarti a lui comunque...»). Il suo minestrone di generi (funky, reagge, flamenco, walzer e quant’altro) non risulta, a chi era presente durante la sua performance, una zuppa perché “fa andar di corpo”, così come afferma scherzoso, ma perché davvero tutto questo mescolato insieme ha un non so che di divertente, piacevole, strano. Zaza è un appassionato, uno che con la sola figura e la voce ti pone all’ascolto. Con lui, stasera, Dario Lafoggia al basso e Matteo Minola alla batteria. Appassionato e magari in modo diverso chi conclude la serata.

Arriva il turno di Fabrizio Consoli. Sarà per la quel modo di muovere le mani sulla chitarra, che sembra collegarsi al suo corpo senza interruzione, o per la voce grintosa, o magari per quella musicalità che risveglia la parte istintiva di chi, come me, la musica non la conosce tecnicamente ma ama ascoltarla, o sarà per i testi che impastano amore e coraggio, che rimango incatenata alla sedia fino alla fine. Musicista già affermato (ha suonato con cantautori notevoli) è importante soprattutto il suo progetto, ancora in embrione: la fondazione di un movimento per proporre spazio maggiore ai ragazzi che, qui in Italia, fanno fatica non solo ad affermarsi, ma anche ad affacciarsi al mondo musicale. Qualcosa che non accadde in altre parti dell’Europa. Aperto ad esperienze nuove si è inventato attore in una tournee dove ha composto per e con Max Pisu e non esita a citare una frase di Lincoln Non importano gli anni della tua vita ma la vita dei tuoi anni. Suo il cd Diciotto piccoli anacronismi. Hanno suonato con Fabrizio, Gigi Rivetti al pianoforte e Marco Milano alla tromba.

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