Magazine Lunedì 26 marzo 2001

Strada Nuova, palazzi che sono quadri

«Se si vuol conoscere la strada più bella che vi sia in tutto il mondo bisogna venire a Genova e vedere la Strada Nuova. Su due linee molto lunghe, e su un pavimento di lastre di lava, una moltitudine di palazzi gareggiano in ricchezza, altezza, proporzioni; mostrano, rivaleggiando tra loro, portici, facciate, peristili rifulgenti di stucco bianco, nero, di mille colori.
Questi palazzi all’esterno sono dei veri e propri quadri.
Le case di Genova sono molto alte e le strade molto strette. Il sole non vi scende mai. Si è tentati di credere che Genova sia stata edificata per una sola stagione, che Genova sia una città dell’estate.
I proprietari di questi bei palazzi, per la maggior parte, nobili e senatori, ignorano la bellezza che possiedono, o non l’apprendono che attraverso l’ammirazione degli stranieri e la fama che di esse si è sparsa nel mondo. Vicino a queste grandi sale, in queste stesse sale dove i pannelli dei Tiziano, dei Vendik, dei Rubens e dei Veronese hanno mostrato tutta la loro valentia, qui i nobili genovesi pongono ogni giorno le tele più grossolane dei pittori più ignoranti. Inoltre, invece di abitare questi superbi appartamenti, si rifugiano nelle soffitte; sembrano più che i padroni i guardiani dei loro palazzi».

Charles-Marguerite-Jean Baptiste Dupaty
“Lettera VIII, A Genova”, Lettres sur l’Italie, en 1785 par M. Dupaty, Lausanne, Chez Jean Mourer, 1789

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Nell'immagine: Gaetano Bonatti, Strada Nuova fra Palazzo Tursi e piazza della Meridiana, 1846
di Linda Kaiser

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