Magazine Sabato 24 marzo 2001

Cittadinanza onoraria a Carlo Bo

90 anni! Non so se sia per l'aspetto, un uomo molto anziano dai movimenti pacati, sempre a braccetto con qualche figura che gli sta accanto, o per la definizione che lui stesso da di sé "umile e modesto scribacchino italiano": Carlo Bo ispira da subito simpatia e rispetto. Ammirazione per un uomo che si è distinto non solo per ciò che ha fatto ma per come lo ha fatto. Con passione e coerenza.
Sabato mattina, Biblioteca Berio, Sala dei Chierici gremita di gente. Tanti sono in piedi in fondo e attorno alla stanza. Pericu conferisce la Cittadinanza Onoraria a Carlo Bo.
Si susseguono interventi di personaggi di spicco della vita culturale genovese. Ma io sono curiosa di sentire parlare quel "vecchietto". Forse è il rispetto innato che si prova nei confronti di chi ha molti, molti anni più di sé....
Senatore a vita dal 1984, rettore a Urbino da 50 anni. Ma soprattutto amante della letteratura, interprete degli eventi culturali del '900. La passione per la letteratura e la poesia si fondono per Carlo Bo con l'impegno etico e morale che lui vive come uomo.
Cattolico, il messaggio e il pensiero di Bo sono comunque di stimolo per tutti. Un richiamo costante alle coscienze a non sottrarsi mai alle proprie responsabilità e a sentirsi corresponsabili dei mali del mondo. Troppo triste e pessimista? Non direi, a giudicare dall'aspetto di quest'uomo che è arrivato ad una veneranda età e sembra così sereno.
Franco Croce richiama il significato di una cittadinanza onoraria. Onore a Carlo Bo, ma, ancor di più, onore per i genovesi che proclamano la concittadinanza con lui.
Nato a Sestri Levante ha poi vissuto quasi sempre lontano dalla riviera, Firenze, Milano e poi Urbino. A Genova aveva studiato, in un liceo che oggi non esiste più, tra i suoi professori c'era anche Sbarbaro. La nostra città è parte viva della sua memoria, un punto di riferimento. In Via Gropallo, nella casa dello zio, è nata la sua passione per i libri: osservava la grande biblioteca e si diceva che un giorno anche lui avrebbe avuto una casa simile. "Ho riempito diverse case di libri. Libri che ho letto, che ho scorso, che ho tenuto in mano e quindi posseggo" racconta Carlo Bo.

In nome di questo suo amore è stata allestita una mostra Letteratura come vita alla Sala Lignea della Berio. Libri d'artista e di poesia della collezione Beppe Manzitti, a cura di Stefano Verdino.
Ci sono testi delle edizioni originali di opere di illustri scrittori, amati, studiati e spesso conosciuti da Carlo Bo. Ungaretti, Montale, Saba, Montale, Campana, Palazzeschi. Ma anche Paul Valéry, Arthur Rimbaud, un Le fleurs du mal di Baudelaire, con disegni di Henri Matisse, di un edizione di soli 320 esemplari firmati dall'artista, o 10 litografie originali di De Chirico del 1934.
La mostra resterà aperta al pubblico sino al 7 aprile dalle ore 16 alle 18.30.
di Annamaria Tagliafico

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