Magazine Mercoledì 31 ottobre 2007

La Posta del Cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Care/i lettrici e lettori,
non so più come fare a rispondere in tempi accettabili. Quindi per qualche settimana pubblicherò due lettere alla volta. Detesto farvi aspettare, specie i più giovani, che sono abituati alla velocità del web, ma queste sono le regole – e anche i miei tempi di lavoro - una posta del cuore alla settimana. Abbiate pazienza. Oggi troverete una new entry e la lettera di una signora che aveva già scritto e precisa. Sono molto interessanti entrambe, mi piacerebbe ricevere qualche commento.
Ciao,
Antonella


Il sultano
Cara Antonella,
mi ritrovo – a cinquant’anni - in una situazione che mai avrei immaginato: ho incontrato un collega con cui avevo tutto in comune, gli interessi culturali e anche il modo di valutare certe situazioni. Iniziamo a frequentarci, cinema, teatro, lui sempre molto compito, finché inizia a raccontarmi di avere una relazione con una donna sposata, una seconda che si trascina con un’ex che non accetta il ruolo e, se capita, anche con altre donne. Si definisce single. Che dirti, avrebbero dovuto suonare tutti i campanelli d’allarme, invece continuo a frequentarlo, lo invito a cena e lui naturalmente si fa apprezzare da mia madre, mentre io non mi preoccupo di niente perché la natura del nostro rapporto, casto, non aveva niente in comune con gli altri. Mi piaceva, ma non volevo mettermi in questa figura geometrica dai troppi lati. Invece qualche mese fa le porte dell’harem si sono aperte anche per me, che continuavo a non preoccuparmi pensando che in fondo avrebbe potuto essere piacevole. E lo è stato – a parte la scenata dell’ex che gli è piombata in casa e mi ha ricoperta di insulti - compresa la lunga vacanza insieme con gesti di tenerezza che – ha detto - non gli erano mai piaciuti. Quanto al sesso: parecchi problemi, credo dovuti all’età. Dice di averli anche con le altre. Naturalmente arriva la catastrofe. Lui mi parla di nuovo della titolare – l’ex è stata allontanata dalla sua vita - e la cosa non mi fa piacere. Non ha intenzione di cambiare niente, anzi, mi propone una specie di rapporto a tre. La signora al mattino, io il resto della giornata. Io non sono d’accordo, lui rivendica la sua libertà, e tuttavia trascorriamo ancora del tempo insieme. Piacevole, a parte il sesso. Poi l’ultima discussione in cui io dico tutto quello che penso della situazione, gli espongo i miei bisogni, gli do una specie di ultimatum al quale risponde con freddezza, proponendomi di tornare al rapporto di amicizia. Ciliegina sulla torta: incontro per caso la titolare che mi confida che la ex ci ha spiati e le ha scritto una lettera raccontandole della nostra relazione. Mi ha consigliato di cercare di tornare ad essere amici e aspettare che cresca. A 50 anni? Le ho risposto che non so se potremmo essere più amici, lei ha detto che stare con lui fa soffrire (perché ci sta?). Gli ho inviato dei msg con notizie di lavoro ai quali ha risposto e anche un mex in cui gli dico che quel che mi manca di più è il rapporto di amicizia che si era creato. Non ho avuto risposta forse non l’avrò. Grazie per la risposta. I problemi sessuali non sono mai stati completamente risolti!

Cara signora, innamorarsi a cinquant’anni è peggio che a 14, se ne sarà resa conto. Si accettano cose che mai si sarebbe immaginato di sopportare. È passato un po’ di tempo da quando ha scritto, spero che non si sia di nuovo cacciata nei guai e avrà già capito da sé quanto sia vero quello che scritto in fondo alla mail: il sultano non diventerà mai grande, tanto più adesso che deve fare i conti con un pene traditore. Che oggi non sarebbe più un problema – non mi dica che è per il cuore ballerino! Unica controindicazione alla pillola azzurra che io sappia - quindi vuol dire che gli piace così (e che il problema è altrove). Se invece fosse realistica l’ipotesi della controindicazione, attenta due volte! Potrebbe essere selezionata come infermiera titolare e davvero non mi sembra un bell’epilogo. Mi creda, so benissimo quanto è piacevole –eufemismo- trovare una persona con cui condividere tanti interessi oltre all’aspetto diciamo affettivo. So perfettamente quanto le mancherà. Ma si faccia coraggio, tagli netto, anche il cinema e il teatro –prima con chi ci andava? Ci sarà pure qualcuno/a da recuperare agli interessi culturali- perché il tipo appartiene a quella categoria di uomini da evitare a ogni costo di cui ho già parlato molte volte: uomini tanto insicuri quanto egocentrici, che hanno un bisogno vitale – e non è un eufemismo questo - di ricevere conferme costanti della loro capacità di seduzione. L’unico modo per stare bene con loro –ed è ovvio che siano pieni di fascino, si sono esercitati per una vita!- è avere voglia di un rapporto sporadico, piacevole e condiviso. Ma lei ha superato quella fase e non potrà tornare indietro, quindi sia sincera con sé stessa e chiuda definitivamente. Sempre che non abbia già chiuso lui: l’altra caratteristica della categoria è di eliminare chiunque rappresenti un ostacolo al modo di vita scelto. Mi dispiace tanto. Non avrà nemmeno la soddisfazione di vederlo invecchiare da solo: gli uomini come lui trovano sempre l’infermiera che li accompagnerà per anni e che, essendo una scelta obbligata, subirà ogni genere di angheria ma non se ne andrà. Provi a vedere questa rottura come una fortuna, anche se so che è molto difficile.
Le faccio tutti i miei auguri,
Antonella


Ancora tradimento
Grazie per ... cmq sono una libera professionista quindi ho un buon lavoro... sono solare… studio all'Università... mi piace leggere… frequento convegni… concerti e cinema con le mie figlie... Le mie figlie sono felici… siamo serene... a parte i difetti di tutti credo di essere una buona mamma... Non mi sono chiusa... ho chiuso solo il mio cuore... le bambine non sanno nulla… Forse, guardando altre famiglie vedono che non c'è quell'armonia dei bacetti e delle moine… ma non ci sono mai state... quindi forse è un problema relativo... Ho spronato sempre, ed anche ora, mio marito ad avere un buon rapporto con loro, soprattutto ad ascoltarle e le mie figlie a coinvolgerlo nelle loro cose... ma il riscontro è quasi sufficiente… da padre comune... loro lo sanno… lo vivono... ma c'è comunque dialogo… La vera attrice sono io… che devo mediare la mia rabbia… nasconderla… redimerla... Il mio fuori e il mio dentro sono paralleli… distanti… opposti… e le mie figlie sono così serene che mai potrei dar loro un dolore così.
Per cosa poi? Per il mio egoismo? la separazione va bene quando non c'è convivenza... quando si litiga... quando tutti stanno male in famiglia… quando il dolore si ripercuote sulle sensazioni… quando tutto questo diventa disagio emotivo per i figli… Ancora non sono a questo punto... Oppure la separazione, per vendetta o per stanchezza o per principio, ci sarà quando saranno abbastanza mature da capire che tutto nasce e finisce, con una maturità diversa forse con un trauma minore da accettare… Chissà... per ora penso questo... Il tempo a volte cambia i pensieri… si hanno delle visuali diverse... non so... per ora devo pensare a loro…
grazie di nuovo Antonella

Gentile signora, grazie a lei: mi ringrazia di non avere capito nulla. È l’inconveniente della sintesi a cui ci costringiamo e della difficoltà di spiegare. Si vorrebbe dire tutto, invece ci si sofferma su particolari tanto importanti per noi, ma forse fovianti per chi, dall’esterno, deve cercare di farsi un quadro e dare consigli. Per altro lei non vuole consigli, vuole dare voce alla rabbia che la divora e fa bene. Perché di rabbia si può morire. Lo sa anche lei e credo che sia l’ultima cosa che vorrebbe. Se lo lasci dire, anche se non vuole: si sacrifichi quanto e come crede per le figlie, il vostro rapporto di complicità sta in piedi e spero che davvero che non si siano accorte di nulla, ma lei smetta di odiare. Non serve a niente, lui è impermeabile e determinato a continuare la sua vita, il suo odio non lo sfiora, la sua rabbia neppure. Allora cerchi di farsi del bene. Dice di avere un carattere solare, lo tiri fuori tutto per costruirsi una vita un po’ più piacevole, che non ruoti solo attorno alle figlie, smetta di recitare, ci provi sul serio e vada a tirar fuori la rabbia da un/una psicoanalista in gamba. Si salvi la pelle, cara signora, cerchi la serenità, si renda conto che tanta della sua rabbia è orgoglio ferito, umiliazione, frustrazione. Impari a relativizzare. Il vecchio e trito lui non la merita è quanto di più vero. E se continua a non volere consigli ma è sempre piena di rabbia, mi riscriva ogni volta che le pare. Magari non la pubblicherò, ma la ascolterò e le sarò vicina. Tanti auguri anche a lei,
Antonella

di Antonella Viale

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