Magazine Venerdì 26 ottobre 2007

Il gioco delle ombre in un libro

Spengete la luce e accendete la torcia: benvenuti nel mondo delle ombre. Cinesi? No. Italiane, russe, polacche e francesi, ma non solo: perché non hanno bandiera e nulla sanno di cultura e di geografia le sagome che animano le dieci pagine tutte buie appena giunte in edicola dall’editore Mondadori. Titola Il gioco dei fantasmi (Richard Fowler, 10 euro) il giocoso libro pop-up indicato per pulcini svegli, dai 4 anni in su, munito di mini lampada per farsi largo nel mondo incantato della notte.
E basta aprire il volume per trovarsi in un cimitero, dove due topini si stanno rincorrendo quando, all’improvviso, un urlo orrendo invade le tenebre. Aaaaah! I fantasmi, che spavento! Via… scappiamo come il vento: ma chi? Noi - ops - voi che muovete la lanterna magica. Perché agitandola da destra a sinistra, sopra o sotto, potete far diventare film la scenografia di carta.

E pare davvero si muovano sul fondale, quei ritagli tanto strani. Se piegate per taglio, orientando il fascio di luce da sinistra, i fantasmi sembrano perfino salirsi a cavalcioni: che burloni. Ma non finisce qui. Perché, se preferite l’ambiente domestico, fa per voi il secondo scenario. La base scenica è arancione, ma le sagome sempre nere: un ragno, due pipistrelli, una finestra e un mortifero che appare dal basso. È la fine del sonno e l’inizio del divertimento: assicurato con semplicità e voce dei bimbi che interagiscono stimolati dagli essenziali contorni. E per incanto ci si trova nei fondali marini, faccia a faccia con uno squalo lungo un metro. Si aggira minaccioso mentre sul fondo c’è uno scheletro non più molto appetitoso. Anzi, che dico! Son due i pesci e son due i teschi poggiati sulla sabbia: e si agita l’acqua, il popolo marino, muovendo la torcia! Che sballo poi quando lo scenario successivo ci immerge nell’atmosfera fiabesca di un castello.

Immancabile ambientazione di bimbo, c’è un re che è salito sulla torre, ma attenzione: con abilità e pratica del gioco basta un movimento per farlo cadere a testa in giù! Provateci. Forse è stata una disgrazia? C’è un uomo dietro di lui: l’ha spinto. Anche il gatto, ovviamente nero, ne è convinto. Un grido nella notte riecheggia: il gioco sta per finire. Tra zucche vuote e gatti neri, una strega tutta curva e qualche ombra di troppo, il libro si sta per chiudere ma non la fantasia dei vostri bimbi. Provateci e si divertiranno.
Il titolo del libro è identico a un gioco d’aula per adulti che nulla ha a che spartire con questo divertimento su carta. Infatti questo altro Gioco dei fantasmi è usato dai formatori per sondare le preoccupazioni, le perplessità e, perché no, le paure dei partecipanti ad un corso di formazione.
di Roberta Maresci

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