Concerti Magazine Venerdì 12 ottobre 2007

'La macchia' di Esmeralda Sciascia

Magazine - Ho ascoltato La macchia senza sapere nulla di Esmeralda Sciascia. Il risultato è stato elettrizzante. Davvero.
Un disco variegato e allo stesso tempo complesso e scorrevole. Niente a che vedere con la facile orecchiabilità, con il mostrarsi senza esserci.
Disco colmo di afrocuba, sperimentazione, malinconia, riflessioni amare col sorriso sulla bocca, pop, sole dei tropici, idiomi francesi, canti africani, essenze che sgocciolano; e poi barrio (qualsiasi quartiere povero di questo mondo), macchie di colori, di riflessi sul viso, di riflessi nell’intonazione, di riverberi che vibrano, di acquarelli su cartone, di canzoni non canzoni, di sandali dimenticati al sole, di danze tribali.

La cantante ha già una lunga carriera alle spalle: a partire dal 1986, quando inizia a studiare canto e percussioni del folklore Afro-Cubano entrando nel gruppo Olubatà di Marco Fossati, con cui suona ovunque in Italia e perfino all'Havana, nel 1991.
Dal 1993 è con i Mau Mau: tournèe in Italia ed Europa, Premio Tenco'93, Trans Global Musical a Rennes, festival di Nyon, Bam di Barcellona e altro ancora. Nel '94 entra nelle e partecipa alle più importanti rassegne musicali italiane e internazionali. Nel 1999 è in tour in Europa con il musicista indiano Trilok Gurtu (40° anniversario del jazz club Ronnie Scott 99" di Londra).

Dopo tutto ciò, nel 2000, decide di lavorare ad un progetto di ricerca. Cito dal suo sito: "partendo dalle poliritmie trance dei batá (tamburi suonati nelle cerimonie e nei rituali della santeria), e dalle percussioni afrocubane, le armonizza svelando le loro melodie segrete, ricrea le atmosfere religiose e la vita quotidiana di un barrio del mondo. Gli intrecci ritmici si trasformano in note e immagini che racchiudono la sua esperienza umana e musicale. Fonda cosí il Barrio Esme ed inizia ad esibirsi in Liguria (Teatro del Ponente, Arena del Mare, Teatro Cargo, Soleluna, Cueva Blanca)".

Ed è da questo che nasce, tra il 2005 e il 2006, questo album registrato al Be Quite, studio di Genova e prodotto dalla : «è un viaggio che attraversa le inquietudini e i sentimenti esortando al dissenso e ad un vivere più consapevole», dice l'autrice.
Viene anche girato un videoclip tratto dal brano che dà il titolo album: La macchia. Il set è stato allestito a Bussana Vecchia, caratteristico paesino popolato da artisti nel ponente ligure.

Il disco suscita interesse fin dalla seconda traccia, Caminando; il primo brano, potenziale singolo, è basato su percussioni e voce e fa ballare ma è con Breve Incontro che Esmeralda da vita a quel suono obliquo eppure dolce che caratterizzerà tutto il lavoro, ovvero un pacchetto di caramelle stregate che messe in bocca cambiano gusto e da dolcissime diventano amarognole oppure frizzanti, oppure calde se non piccanti. Di rilievo anche Nausea, brano in cui si intravede una Laurie Anderson meno algida, Tempo scaduto e La macchia le tre composizioni meno influenzate dalle poliritmie afro cubane che costituiscono il piatto forte del cd ma che proprio per questo risultano più originali ed intriganti a livello di rapporto fra la costruzione melodica e l’incisività della parola cantata.

Ed è semplicemente vero che quello che si trova in questo viaggio è l’anima di Esmeralda, diventano nostre le sue stelle come se nel suo essere crescesse il respirare del nostro mondo.

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