Magazine Giovedì 11 ottobre 2007

Chi me l'ha fatta in testa?

Magazine - Indovina indovinello: è rotonda e marrone, pare una salsiccia, può fare da cappello. Gli adulti se ne vergognano, ai cani piace annusarla. Da quella dei panda c’è chi sta ricavando i souvenir per le Olimpiadi di Pechino 2008.
Molle o dura, vista di lato o di fronte è più o meno la stessa. Purché non si finisca di ritrovarsela in testa. Cooooosa? La cacca a mo’ di turbante. "Chi me l’ha fatta in testa?" Si domanda la talpa.

Miope sì, ma non priva di odorato, una sera mise come al solito la testa fuori dalla tana per controllare se il sole se n’era andato e successe il fatto. Sgradevole. Chi era stato a compiere il malaugurato gesto?
Un piccione? No: splusc. Uno schizzo lattiginoso schizzò proprio davanti alla piccola talpa, picchiettandole di bianco la zampa destra.
Un cavallo? Ma va! Puff puff bombardò il quadrupede sull’erba, sganciando cinque grosse e grasse pallottole.
Una lepre? Pit pit pit: e giù una valanga di pillole, simili a biglie, a piselli, a palline.
Una capra? E via un Glan Glan di piccoli cazzottino, quasi simile a dei dolcetti, a molti gnocchetti.
Una mucca? E Papataff: un’infinita focaccia verdognola molle cadde dall’alto! Quel porco di un maiale? Pruff: a fare una piccola piramide molto simile a quel ripieno che spesso ingolosisce il cono gelato.
Nada soluzione.

E mentre la talpa andava ancora in giro con quella cosa lì, a chiedere a destra e a manca, l’aiuto invocò a due mosche: esperte in materia!
De-fi-ni-ti-vo: la risposta? Era stato un cane. Gian Maria, l’amico a quattro zampe del macellaio.
Inevitabile la vendetta: pling! Piiiiiccola, sulla sua testa una virgoletta scura fece la sua comparsa su Fido. E la talpa tornò nella sua casetta.

La storia scritta da Wolf Erlbruch e Werner Holzwarth – tradotta da Donatella Ziliotto - è quasi didascalica per questo libriccino che strappa il sorriso a qualsiasi bambino. Per dissacrare, per musicare, per parlare di un soggetto tra i più utili sulla terra. E bisogna far vibrare le labbra per rumoreggiare le scene, mamma e figli insieme, teatralizzando col sorriso. Prendendo una manciata di coriandoli per fingerne una e piuttosto che un flacone di panna montata da spruzzare per un’altra. Facendo finta di conoscerla per la prima volta! E sarà così divertente che si perderà di vista il soggetto.

Dunque: al principio fu la fine della lettura di questo libro bonsai dal grande contenuto ironico. Un successo Salani (già nel 2001) in edizione con il pupazzo in peluche protagonista dell’indagine: la talpa (pagine 24, prezzo euro 14,00). Un bestseller della narrativa per bambini degli ultimi anni in versione maxi. Tradotto da Donatella Ziliotto, appena ristampato, ha già venduto più di 40.000 copie.

di Roberta Maresci

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