Magazine Mercoledì 10 ottobre 2007

La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Ciao,
mi chiamo Mery e sono innamorata da sei anni di un ragazzo di quaranta; io ne ho trentacinque e, come poco fa ho letto , ho avuto ed ho tutt'ora pazienza e sono riuscita, con il mio affetto e il mio amore, a far sì che il mio lui si aprisse piano piano (era una persona sulla difensiva e distante). Ora lo è veramente poco con me. Considera comunque che, per lavoro, ha sempre viaggiato per l'Europa e ora si trasferirà all'estero per un periodo, ma ci siamo ripromessi di tenerci in contatto lo stesso e di vederci.
All'inizio, quando lo conobbi, volevo di più... poi ho iniziato a capire le sue problematiche, le sue paure e i motivi delle sue limitazioni, questo lui l'ha capito... e un giorno mi è uscito spontaneamente la parola ti amo... e lui - non gli avevo chiesto niente - mi ha sussurrato... ti amo un pochino.
Io credo che quel pochino sia per lui stato un passo avanti, data la personalità complessa e anche la vita complicata che conduce attualmente (vuole infatti smettere di viaggiare).
Che ne pensi? Sono pazza, o sono solo una donna innamorata, che attende con pazienza? Io sento che tra noi c'è qualcosa di speciale, un legame forte.

Cara Mery,
non sei pazza, di certo sei innamorata, ma temo che tu sia più confusa di lui. Infatti fai supporre che lui sia gay, ma non scrivi chiaramente la parola. Non dici neppure bisessuale. E aspetti. Cosa? che si "redima"? Se lo ami come dici, devi permettere a questo ragazzo di scoprire la sua identità e soprattutto di renderla pubblica, con la discrezione del caso.
Non farti male e non confonderlo di più dandogli l'illusione di poter avere una vita "normale". Il costume e le relative regole sociali sono cambiati parecchio con gli anni - anche se in alcune città è più difficile che in altre, campare da gay dichiarato e tranquillo/a - e oggi la vita normale è quella di non imporsi identità fittizie e soffrire, soffrire, soffrire... Soffrire in due (senza contare figli ed eventuali amanti...), benché magari nel reciproco rispetto, un certo affetto e forse anche un po' di complicità.
Aiutalo ad essere libero, probabilmente troverà l'uomo giusto e, affrancata dalla tua piccola ossessione, lo troverai anche tu.
Fatti coraggio, auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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