Magazine Giovedì 4 ottobre 2007

Il viaggio del cibo nel corpo umano

Magazine - Ormai è cosa risaputa: siamo un lungo tubo con due aperture. Da una parte entra il cibo e dall’altra, opposta, ne esce un’altra cosa. E nel mezzo? Avvengono disgustose trasformazioni.
Benvenuti nel regno di nostra signora bocca. Il viaggio ha inizio tra qualche sputacchio e sbavate varie. La domanda è d’obbligo: quanto può rimanere il cibo nel nostro corpo? 1 giorno? 5 giorni o 3 giorni? A risponderci sono Steve Alton (per il testo) e Nick Sharratt (per le illustrazioni) con la loro Slurp ciomp surp plop: la strabiliante guida al tuo sistema digerente (Mondadori, euro 15).

Ludico + Istrionico + Nuovo + Gustoso + Unico + Attento: per descrivere questo incredibile libro pop-up su cosa accade a ciò che inghiottiamo, prendo a prestito le lettere che compongono il nome del primo elemento che dalla copertina è possibile toccare. La lingua. È impressionante: sembra di sentire perfino il poro di uno dei bottoni gustativi che la rivestono. Avete presente quei pois? Loro. A vederne il particolare sembra qualcosa di mostruoso, invece è un punto: semplicemente un punto. I bimbi ne hanno più degli adulti. Ma sono messi tutti allo stesso modo: se vi guardate la lingua allo specchio dividetela. In alto, verso la gola, si assapora l’amaro, mentre sulla punta c’è tutto il dolce di questo mondo. Che sbavata! Ogni giorno ne produciamo circa 2 litri: è quasi tutta qui la saliva che inghiottiamo nelle 24 ore di tempo. Che nella vita diventa una cascata di liquido: qualcosa di simile a 50mila litri! E dai a mandarla giù.

Ah, dimenticavo: siete ancora davanti allo specchio? Bene: allora la vostra lingua riconosce nel basso l’acido, in alto il salato.
Avete inghiottito? Uisc! Ecco arrivata nello stomaco quella poltiglia molliccia fatto di cibo misto a saliva e triturato dai denti. Splash! Silenzio: inizia la digestione. Mentre aspetti, caro bimbo dai 5 anni in su, tira pure quella linguetta arancione e vedrai la discesa facile facile che hai fatto compiere a quel boccone. Pensa: nel corso della vita l’esofago viene attraversato da 30 o 50 tonnellate di cibo masticato. Una quantità di poltiglia che pesa come 10 elefanti adulti. Chi l’avrebbe mai detto? Per non parlare del tempo. Lo sai quanto rimane in bocca il boccone? Dai 5 ai 30 secondi. Nell’esofago dal secondo agli 8. Nello stomaco: 3-4 ore. Nell’intestino tenue altrettanto tempo. Nell’intestino crasso: da 12 ore a 2 giorni.

In pratica nel tubo digerente avviene poi quello che tu puoi vedere se prendi un tubetto del dentifricio giunto più o meno a metà dell’utilizzo e, col tappo chiuso, lo premi: guarda un po’ cosa succede? Se hai la nausea avviene il contrario.
Siamo solo alla pagina numero 4 di questo delizioso e divertente libro: ops, ecco il maniaco! No, no, ciomp, ciomp, è un bimbo che mastica una mela: tutto sarà svelato! Come le ante di una finestra di casa; come un striscia chiusa a serpente da tirare, altre caselle da aprire… basta aprirle per vederci chiaro. Fallo.
E via così. Bisogna poi attendere che la valvola posta nella parte bassa dello stomaco si apra come un rubinetto per far passare il cibo nell’intestino tenue.

E se rutti? Scusate. E se vomiti? Fatti sporchi. Però pensa che forza è il corpo umano: quando stai per vomitare la bocca si riveste di tante goccioline che proteggono lo smalto dei denti dagli acidi mescolati al contenuto dello stomaco! Favoloso.
Ma sai sempre cosa mangi? E come viene assorbito? Se mangi più di quanto ti serve? E ancora. Fino a quando il viaggio finisce e della puzzolente popò invade il bagno. Guarda sotto. Oh: no! Iniziano qui le avventure di Fognaman. Non c’è soluzione: questo è un lavoro per l’eroe delle fogne. Chissà?

È tra gli ultimissimi arrivi in libreria questo gioco del dottore del XX secolo per imparare con ironia e volume il nostro corpo. Il libro è agile e purtroppo finisce troppo presto rispetto alla curiosità che scatena, e così viene voglia di ricominciarlo ogni volta, come fosse un gioco nel gioco.
Ludus! Che favola immaginare di cancellare con una gommina il nostro sapere per apprenderlo con la semplicità di un cartoncino da sollevare, una finestrella da spalancare, una ruota da far girare. Beati i bimbi e noi genitori che abbiamo voglia di rimbambinirci! E questo libro è ideale: didattico e pratico.

Ecco allora che il libro si cotona, si colora, quasi ci implora di girarlo, arieggiarlo, consumarlo per masticarlo come fosse il più delizioso dei bocconcini da offrire a un bambino. Perché il sapere ha un gusto sublime e i bimbi ne sono golosi: basta farglielo assaggiare. Non ne sapranno più fare a meno. Anch’io non ho voglia di finir qui la recensione ma voglio tornare a giocare con il volume, l’unico motivo che mi spinge a porre un punto sulla carta.

di Roberta Maresci

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