Magazine Mercoledì 26 settembre 2007

La posta del cuore

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titolo: Ancora tradimento
2004 scopro che mi ha tradita... non parla non ammette... ho tutte le prove... lo prego di ricominciare... di dirmi se vuole o meno stare con me... di ripartire da zero... con sincerità...
2007 ha scelto l'apparenza... la famiglia... la "rispettabilità"... o forse l'ho scelta io... per non dare un dolore alle mie figlie adolescenti... a mia madre... non lo meritano... ho ingoiato tutto... soprattutto il suo silenzio... il non prendersi la responsabilità del "noi"... avrei perdonato tutto se solo mi avesse detto ti amo... anche prendendomi in giro... ora sono vuota... ho provato in tutti i modi per risolvere i nostri problemi... a lui non interessa... gli interessa ancora l'altra... l'amante... siamo civili... guidiamo la famiglia... cresciamo le figlie... collaboriamo... si parla di lavoro... di casa... di bollette.... e non ho ancora avuto il coraggio di tradirlo... lui se la gode... io con le mie priorità della famiglia me ne sto senza niente... mi sono così abituata che non ho più dolore... né rabbia... l'aspetto al fiume... alla maggiore età delle mie figlie... non farà la sua vecchiaia con me... anche se mi porta via gli anni più belli di una donna... 40 vissuti senza sesso senz'amore... senza i coglioni di un uomo che non sa scegliere... non sa tenere i piedi in due scarpe... come fanno tutti... questa è la vita Antonella...

Cara anonima,
il diritto a un bello sfogo quasi pubblico, non si nega a nessuno. C'è sempre la speranza che scrivere serva a fare ordine. Magari anche rileggersi. Ma, come al solito, a parte età e stato civile non mi dici nulla di te. Come faccio a sapere se hai un'occupazione e se il lavoro ti dà qualcosa oltre allo stipendio? Come faccio a sapere se, oltre alle figlie, hai qualche interesse che ti permetta di evadere dal clima cupo che pesa sulla famiglia? e, lasciamelo dire, di sicuro anche sulle creature che probabilmente non ne possono più neanche loro, ma magari non hanno il coraggio di dirlo. Si vede che non siete una famiglia di leoni: lui non ha il "coraggio" di tradirti di nascosto, tu non hai il coraggio di tradire lui, né di lasciarlo e ti nascondi dietro alle figlie da crescere insieme. Insieme?
Davvero?

E, con ogni probabilità, le figlie non hanno il coraggio di dirvi quello che pensano. Per esempio che, se vi separaste e magari a uno dei due scappasse una risata ogni tanto, magari sarebbero più serene anche loro. L'hai detto tu, hai quarant'anni, un'età tutta da vivere. Se ne hai la possibilità economica molla il marito e comincia a vivere, le figlie cresceranno come tutte le altre, probabilmente più serene di adesso.
Chiuderti nel tuo silenzio rancoroso e meditare vendetta crea il presupposto per almeno due catastrofi: che sia lui a lasciarti e sarebbe solo rancore, avvilimento, senza neppure la possibilità della vendetta, o che -nell'attesa- la tua personalità subisca una trasformazione allarmante, che tu diventi, cupa, sarcastica, amara e votata all'infelicità cronica per vendetta contro di lui ma soprattutto contro di te.
In quest'ultimo caso il mio consiglio è di fargli subire la tua nuova personalità sino alla fine. Si augurerà che tu lo lasci, te lo garantisco. Ma ti garantisco anche che non ne trarrai alcuna soddisfazione.
Per concludere -mi dispiace tanto per te, ma temo tu abbia bisogno di una scrollatina...- ti suggerisco di cercarti un supporto psicologico valido, mi sembri molto disorientata e alquanto autodistruttiva. Non posso certo aiutarti con una mail.
Auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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