Magazine Martedì 18 settembre 2007

Ferrero: un libro contro la dittatura

Le tredici rose verrà presentato da Edoardo Guglielmino e Giorgio Boratto venerdì 21 settembre 2007 (ore 18.00) alla Portoanticolibri di Palazzo Millo. Sarà presente l'autore Jesus Ferrero.

è uno scrittore spagnolo, già sceneggiatore del film Matador del regista Pedro Almodovar, ed è in Italia per un calendario di incontri per presentare il suo libro: Le tredici rose, edito da . La casa editrice milanese gran-via (in minuscolo), che porta il nome dell’arteria principale che attraversa Madrid, si prefigge di far conoscere al pubblico italiano i molti giovani autori spagnoli, rappresentanti delle differenti lingue della Spagna: castigliano, catalano, ma anche basco e galego. Grazie a questa casa editrice abbiamo così modo di conoscere scrittori che, pur con accenti differenti, affrontano uno dei nodi centrali della storia spagnola contemporanea ed insieme europea.

Jesus Ferrero nato a Zamora. A nemmeno due anni di età si trasferì nei Paesi baschi. Un ponte di ferro attraversato per raggiungere Hendaya (a 18 Km da San Sebastian) al confine della Francia, rimarrà sempre nei suoi ricordi: per questo ama definirsi uno scrittore "di frontiera".
La sua opera prima, Bèlver Yin, l’ambientò in Cina; la seconda, Opium, in Tibet; Lady Pepa, invece, spazia tra Barcellona e il Texas, e Dèbora Blenn, (tradotto in italiano in La legge è un bacio nero) tra Barcellona e Berlino. Con il racconto El efecto doppler vince il Premio Internazionale di Narrativa nel 1990. Altri libri sono: El último banquete (premio Azorín 1997), Ulaluna (segnalato dall'Unesco come miglior romanzo per ragazzi in lingua spagnola, del 1998) e Angeles del abismo (del 2004). Molti i premi guadagnati e tante le opere teatrali, di poesia e racconti.

Il romanzo Le tredici rose racconta un atroce fatto accaduto nel 1939, al termine della guerra civile spagnola, che vide la presa del potere da parte del generale Francisco Franco. Tredici giovani donne, appartenenti all’organizzazione della Gioventù Socialista Unificata, detenute nel carcere di Ventas a Madrid, furono processate e condannate a morte. Era il 5 agosto 1939 e las trece rosas, le tredici ragazze di un’età compresa tra i quindici ed i vent’anni, accusate di aver progettato un attentato al generale Franco, furono fucilate; questo viene considerato uno dei crimini più agghiaccianti di quella Guerra Civile. Sarà una poesia a loro dedicata a definirle le tredici rose, le tredici vittime di una nascente dittatura. Le morti di queste giovani comuniste chiusero un triennio di guerra civile e aprirono la normalizzazione di una lunga dittatura. La Guerra Civile spagnola si caratterizzò subito per il terrore, con l’assassinio premeditato degli avversari politici: preludio ai grandi altri crimini commessi nel nell’ultima guerra mondiale.

Il libro ha un doppio valore: storico e letterario. Il quotidiano spagnolo El Pais lo ha definito giustamente «un testo di una forza e profondità fuori dal comune». Jesus Ferrero ricostruisce la storia con una narrazione corale e con forti accenti poetici. Una bella prova per ridare alla memoria la voce delle tredici ragazze spezzate. «A tredici volti sorti dal mucchio», come è scritto nella dedica del libro.
Questa vicenda ha ispirato un film di Emilio Martínez Lázaro con Enrico Lo Verso, che presto vedremo nelle nostre sale cinematografiche.
di Giorgio Boratto

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