Magazine Giovedì 6 settembre 2007

Le canzoni di ieri per i bimbi di oggi

Non ha la cucina né il soffitto e non c’è neppure il vasino per fare pipì: ma è la casa più simpatica che ci sia. Dove si troverà mai un posto così? In via dei Matti numero zero, canta Sergio Endrigo interpretando il brano originale La casa, con testo e musica originali di Vinicius de Moraes, tradotta da Sergio Bardotti e contenuta nell’album La vita, amico, è l’arte dell’incontro (1969), capolavoro della discografia italiana, inciso con Giuseppe Ungaretti, che nel disco recita alcune liriche di Vinicius tradotte, e molti musicisti come il chitarrista brasiliano Toquinho e Maurizio De Angelis.
E Sergio Endrigo nel 1973 mette in musica (con la collaborazione di Luis Bacalov) alcune poesie per bambini di Gianni Rodari nell'album Ci vuole un fiore. Alzi la mano chi di voi non ricorda l’omonima canzone: Per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l'albero, per fare l’albero ci vuole il seme... e via così. Passando per le celebri arie come Il signore di Scandicci e Mi ha fatto la mia mamma. Tanto per ricordare il cantautore nato a Istria e morto il 7 settembre di due anni fa.

Canticchiando canzoni di ieri prende corpo il brevissimo testo, distillato fra le trenta pagine in formato bonsai e a portata di bimbo che l’editore Gallucci ha creato apposta nella collana Gli indistruttibili (marzo 2007, libro + cd: euro 7,90). Per ora tre i libri: Via dei Matti, Ci vuole un fiore e I due liocorni. Rispettivamente i disegni sono di Nicoletta Costa (che molti di voi conosceranno per Giulio Coniglio o la Nuvola Olga), Altan e Silvia Ziche, per un unico risultato che mette d’accordo gli occhi e le orecchie, appagando la memoria. Libri da guardare, ma anche "da ascoltare". Senza confine tra il dentro e il fuori, proprio come il volume Via dei Matti, dove nella piccola abitazione c’è un andirivieni di fiori e uccelli, stelle e sole, senza limite di spazio. D’altronde: non ci si poteva entrare dentro perché non c'era il pavimento. E allora giù a squarciagola, cantando in un bel coro di compagnia.

Accade anche per Il caffè della Peppina (Tony Martucci, Alberto Anelli e Pinnetti): ricordate? Un brano precursore della comicità demenziale, uno straordinario gioco sul filo della rima, un ritornello diventato proverbiale, uno scherzo musicale sempre vivo nell'immaginario sia per i genitori (il caffè), che per i piccoli (non si beve alla mattina, né col latte né col tè), che per i nonni (la Peppina).
Ma perché questo caffè non si beve alla mattina né col latte né col tè? Provate a buttar giù un miscuglio fatto con cioccolata, marmellata, mezzo chilo di cipolle, quattro o cinque caramelle, sette ali di farfalle. Improponibile! Meglio cantarci su. Per non parlare della rivelazione successiva: la Peppina fa il caffè col rosmarino, mette qualche formaggino, una zampa di tacchino, una piuma di pulcino, cinque sacchi di farina, e poi dice: che caffé! E ancora. I disegni di Silvia Ziche mettono in risalto che sui gusti certo non si discute, ma quando manca la parola intervengono i fatti in aiuto. Come per la tazza gialla, nascosta dietro il cesto pieno di gomitoli, tremante nell’attesa di essere riempita da tali e tanti esperimenti della Peppina.

Non potendo far passare inosservata l’altra illustrazione in cui la caffettiera ha la base farcita di ogni; povera! Come fosse una bocca piena di ogni ben di Dio, pare questa volta proprio rifiutarsi di cibarsi pure un’intera tavoletta di cacao. Ci pensa la signorina tazza a ribellarsi con tanto di nuvole ad aureola poste a significare l’arrabbiatura. E se proprio ci fosse qualche dubbio, interviene la linguaccia fuori a dimostrazione dello schifìo. Fortunatamente la conclusione è per una doppia pagina colorata da tre mongolfiere: una per il gatto e la Peppina, l’altra per un cornetto scampato all’inzuppamento, e l’altra ancora per la benedetta e accogliente tazzulella che finalmente prende la fuga dalla padroncina bizzarra. Si conclude così la lettura animata di questo volume formato tradizionale, con annesso il cd che contiene la canzone vincitrice dello Zecchino d’Oro 1971 (Gallucci, aprile 2007, pag. 28, euro 16.50). Capolavori da collezionare e da comprare con la scusa che piacciono tanto ai bambini…
di Roberta Maresci

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