Magazine Lunedì 20 agosto 2007

'Milano A. Brandelli': noir umoristico

No, non è un errore di battitura. Questo romanzo si chiama proprio Milano A. Brandelli, e quell'a puntino sta a indicare la doppia interpretazione che si può dare al titolo. Il protagonista del debutto narrativo di Andrea Ferrari, infatti, si chiama Andrea Brandelli, un detective privato affetto da male d'amore e aspirazioni letterarie (è innamorato di una misteriosa Lei e tiene nel cassetto un romanzo dal titolo Milano a Brandelli, il cui protagonista si chiama Andrea Ferrari).
Come avrete capito (ma davvero ci avete capito qualcosa?), è il tema del doppio a farla da padrone in questo noir metropolitano, ambientato (questo sì, lo avrete sicuramente intuito) a Milano.
Forse è meglio riordinare le idee. Andrea Ferrari è l'autore; Andrea Brandelli il suo alter ego, protagonista di un'indagine intricata che lo porterà ad avere a che fare con due pericolose minacce: il terrorismo da una parte, la natura mutevole dell'animo umano dall'altra.

È lo stesso Brandelli, paragonandosi a Montalbano, Pepiño e Maigret (e non apprezzando Sherlock Holmes per quella sua aria da «secchione del liceo»), a confessare quelli che devono essere stati i modelli letterari di Ferrari. Eppure, tra questi, manca colui che a Brandelli più somiglia, e cioè Lazzaro Santandrea, uscito dalla mente e dalla penna di quel geniaccio di Andrea G. Pinketts, altro adoratore di Milano.
Sono molte le differenze tra i due: allo stile di vita sregolato e trasgressivo di Santandrea, si contrappone l'aria da ragazzo per bene di Brandelli, che non beve, non fuma e va a letto presto (al limite, «per sentirsi più detective», ogni tanto si compra un pacchetto di sigarette, ma poi, lo butta via non appena «la sua autostima raggiunge di nuovo la normalità»). Ma nonostante ciò, il personaggio Brandelli ha molte affinità col personaggio Santandrea, a partire dal morboso rapporto d'amore che entrambi intrattengono con la propria città.
Senza esagerare, si potrebbe addirittura affermare che Brandelli non sia altro che un comprimario nel romanzo di Ferrari, e che la vera protagonista sia la città, una Milano febrile ed accesa che Brandelli considera come «la sua eterna fidanzata grigia».

Milano A. Brandelli (Eclissi Editrice, 235 pp., 12 Eu) fa parte della collana I Dingo, dedicata esclusivamente ai gialli (o noir, che dir si voglia: per fugare ogni dubbio, le copertine utilizzate sono metà gialle e metà nere).
L'esordiente Andrea Ferrari ha partorito un'ottima opera prima. Una lettura non troppo impegnativa, ma che, insomma, ha un suo perché: il personaggio è gradevole, e molti vi si identificheranno; la storia, poi, è particolarmente stuzzicante, non troppo seriosa ma, al contrario, condita da una giusta dose di umorismo.
Bel colpo Brandelli.

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