Magazine Lunedì 19 marzo 2001

mentelocale consiglia: Nina

Non so se risenta della sindrome de Leggi l'articolo che, sulla scorta del film di Gabriele Muccino, pare colpire i trentenni alle prese con la fase di passaggio da tardo adolescenti a genitori. Non ho notizie di una prossima maternità della scrittrice, e del resto non ambisco ad addentrarmi nei sentieri del gossip più dozzinale andando a ricercare vicende biografiche dell’autrice tra le pagine del romanzo.

Di certo, voglia di maternità o meno, la Ballestra è cresciuta. Affronta la scrittura in maniera più consapevole, si assume delle responsabilità da autrice. Appare sicura dei propri mezzi, ma, soprattutto, mostra di aver capito che non si può vivere troppo a lungo all’ombra di un esordio folgorante come quello de Il compleanno dell’Iguana (e del “ciclo degli Antò”, antologizzati da Baldini&Castoldi in Il disastro degli Antò).

In Nina si ritrova il clima di La giovinezza della signorina N.N., una storia d'amore, il precedente romanzo dell’autrice, non certo quello marchigiano-punk degli esordi. Ne risente un po’ la scrittura, che appare più trattenuta, meno sbrigliata nell’inseguimento di immagini e suoni a effetto. La ricerca linguistica, esasperata nell’uso dell’anglo-italo-marchigiano de Il disastro degli Antò e de Gli Orsi, sembra subire una battuta d’arresto. Ma probabilmente questo è segno di un cambiamento negli interessi degli scrittori di ultima generazione. Se negli anni novanta, memori dell’insegnamento di Pier Vittorio Tondelli e sulla scia dell’impeto neo-avanguardistico del Gruppo ’93, i giovani autori hanno improntato la loro attività sullo sperimentalismo linguistico, oggi, dopo i vertici toccati da Scarpa, Rossana Campo e Aldo Nove, molti sembrano ritrarsi in una dimensione più raccolta, minimalista o intimista.

Questa mi pare essere la strada imboccata anche dalla Ballestra, che magari deluderà qualche fan della prima ora, ma è destinata a trovarne di nuovi, grazie a uno stile scorrevole ed estremamente godibile e a tematiche che possono attirare l’attenzione di un pubblico non esclusivamente giovanile (o giovanilista)

Nina, Silvia Ballestra
Rizzoli, pp. 226 ca, Euro 7,20 Prezzo di copertina




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di Donald Datti

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