Concerti Magazine Lunedì 19 marzo 2001

I tre dischi più belli del mondo

Magazine - Ho chiesto ai nostri lettori di farmi sapere quali erano i loro "mitici tre": tre dischi che hanno fatto da colonna sonora alla loro vita. I primi a rispondermi sono stati Gabriel, Lore81 e Noodles.

I cd che Noodles porterebbe sull’isola deserta sono “The lamb lies down on Broadway” nonché “Selling England by the pound” dei Genesis e “Wish you were here” dei Pink Floyd. Quindi più che cd si tratta di vinili, dischi storici degli anni ‘70.
Noodles ha passato la trentina? Potrebbe essere, a giudicare dal fatto che ha scelto “whish you were here” invece di “the dark side of the moon”, disco precedente ed epocale, ma protrei sbagliarmi… Piuttosto gli chiedo: visto che sono solo tre quelli che puoi scegliere, non te la sentiresti di tenerne uno solo dei Genesis ed aggiungerne uno altrui? Ma non di Peter Gabriel, non vale.

A scegliere “the dark side of the moon” ci ha pensato Gabriel, insieme a “the Joshua Tree" degli U2 e finalmente un album italiano: "la voce del padrone” di Battiato. Sono felice che qualcuno abbia citato gli U2, e proprio “Joshua Tree” come c’era da aspettarsi. Ma ancora di più mi congratulo per “la voce del padrone” che arrivò nel 1981 sbaragliando le classifiche con “centro di gravità permanente”.

Non so se ricordate il videoclip di quella canzone: c’era Franco Battiato, con quella faccia da pazzo, che faceva una sorta di balletto sul ritornello. Era uno dei primi video italiani, a pensare alle produzioni moderne di Ramazzotti, Antonacci, o all’ultimo video di Grignani in cui sguazza nel latte, mi viene da ridere. Ma le canzoni di quell’album erano così originali, così fuori di testa e raffinate (a volte insopportabilmente snob), le melodie così gradevoli ed uniche da renderlo indimenticabile, per certi versi insuperato. Ci ho ripensato di recente, riascoltando il disco in occasione della sua uscita in edicola. Forse sono incline alla nostalgia, ma lo trovo ancora perfetto. Nessun album italiano mi ha mai colpito altrettanto per genialità. Fra l’altro non tutti sanno che per Battiato quel disco con la EMI rappresentava l’ultima possibilità, e fu realizzato in completa mancanza di soldi, da quattro gatti. Non me ne voglia chi non sopporta Battiato, ma anche io lo metto nei mitici tre.

Lore81 ha scelto “fear of the dark” degli Iron Maiden, “sogno ribelle” dei Litfiba, e “XXX” dei Negrita. Che posso dirgli? Quando è uscito “la voce del padrone” lui probabilmente era in fasce. Ma ho un messaggio per lui: credimi, c’è molto di meglio dei tre dischi che hai citato. E sono sicuro che fra qualche anno la tua classifica cambierà! La mia classifica a 20 anni era “Master of Puppets” dei Metallica, “alchemy” dei Dire Straits, e “Surfing with the alien” di Joe Satriani. Ma poi ti accorgi che sono solo periodi, e passioni destinate a tramontare. I tre grandi album della vita splendono di nuova luce ogni anno che passa, sono convinto che "fear of the dark" non reggerà al trascorrere del tempo.

E voi? Quali sono i tre dischi che non dimenticherete mai? Quelli che avete ascoltato fino a consumarli?


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