Magazine Giovedì 9 agosto 2007

Rime e giochi di parole in un libro

Magazine - Il suo opposto è l’iperlessia, rappresentata dalla capacità di leggere e scrivere in modo estremamente accurato, una sindrome di cui soffrono comunque un numero esiguo di fanciulli italici. Cifra che sale al 5% quando si parla di dislessia. Ma cos’è poi questa "sindrome dislessica"?
Mi piace pensare a lei come a un famiglia un po' bislacca, capace di stravolgere i paesaggi che gli capitano a tiro. Vedendo danzare in ogni dove lettere, come fossero impazzite. Per loro infatti ballano su fogli neppure fossero ad una festa di compleanno, pronti a fare girotondi e capriole per girarsi a testa in giù, divertendosi a cambiare di posto.

Scherzetto o verità? Burla per la lingua italiana che si legge come si scrive, è realtà per i giovani che ne manifestano i disagi. Comuni anche a coloro che manifestano disturbi definiti come disgrazia (cattiva grafia), disortografia (frequenti errori ortografici) e discalculia (difficoltà nel calcolo e nella manipolazione dei numeri).
Ma di loro nulla o quasi si dice. Apparentemente forse sono patologie molto più comuni. Basta pensare a come scrive il vostro medico di base oppure all’avvocato di famiglia. Loro a quale categoria appartengono? E che dire della matematica e della poca familiarità per la stragrande maggioranza degli umanoidi?
Nell’era del computer e leggermente fuori tempo data la calura estiva, torniamo sui banchi di scuola. Ci sediamo per uno scopo più che meritevole. Aprire e rimanere coinvolti dal kit sparole. Da cosa? Una scatola che basta aprirla affinché diventi la plancia di un gioco da fare in classe, nella quale insieme ad alcune carte per giocare – rientrando negli strumenti per gli insegnanti – c’è anche il libro che sto sfogliando per voi: L'eclissi - ovvero una giornata da non prendere alla lettera, edito da Carthusia (testi di Sabina Colloredo e illustrazioni di Valeria Petrone, p.32, euro 12,90) con la consulenza dell’Associazione Italiana Dislessia. Il libro è il vincitore del Premio Alice nel Paese delle Mie Meraviglie.

Un riconoscimento nella mente e nel cuore di ciascuno di noi. Una gara che non c’è per questo volume che ho piacere di rileggere e ancora, del quale solo ora che ho letto comprendo quanto ne avevo bisogno: capace di riempire teneramente il cuore di ogni mamma e di donna abituata ad accogliere fra le proprie braccia il corpo del proprio bimbo.
Perché? Trovo meraviglioso il modo di affrontare in punta di penna e con grande rispetto del gioco genitore-figlio il tema dell’aiuto gli uni verso gli altri, per ritrovarsi di colpo faccia a faccia con la realtà.
E nel libro è come se d’improvviso gli animali del giorno e delle notte si trovassero insieme nella zona delle grotte. Capita che quando la sorte si fa alterna, la lucciola si aiuti accendendo la lanterna: come spiega il minuscolo volatile al pipistrello andato un po’ in confusione. L’aquila al buio non si orienta? Non c’è problema, ci pensa la talpa disposta ad aiutarla; proprio lei che se solo lo sapesse le piomberebbe addosso in un batter d’ali! E poi la lepre, il camaleonte, la farfalla, la scimmia e la pecora nera: adesso inizia il gioco! Segui le istruzioni. Poi decidi tu: cambiando le lettere, ascoltandone sia il suono che il loro significato, per raccoglierle poi dentro una griglia e scoprire la parola nascosta.

Ecco che diviene la prima di una catena dove ogni parola inizia con le ultime due lettere della precedente. Una filastrocca coi numeri che fa girare la testa per far capolinea alla ricerca del tesoro perduto: le parole che non c’erano. Basta unire le lettere, quante e quelle che vuoi tu, bambino mio: importante è che insieme abbiano un senso.
Provaci! MIAO – ORSO – SOLE – NOVE. Tutto secondo copione. Tutto per colpa o per fortuna de "L’Eclissi. Ovvero una giornata da non prendere alla lettera". Età consigliata? 6-9 anni. Anche se ogni genitore dovrebbe perdersi un giorno o l’altro nella sua musicalità, data da rime e scherzi di parole, per giocare tra vincitori e vinti dalla lingua italiana. Ma chi vince e cosa? Questo libro ha delle lettere che si sono capricciosamente messe di traverso. Eppure non è da raddrizzare. È una storia fatta di numeri e parole che non sanno dove andare. A parlare sono gli animali del bosco ma è come fossero i bambini, quelli a cui le parole fanno le burle, e tutti gli altri che si credono perfetti. Avete presente una sinfonia? Appartiene a tutti: non è tua e non è mia.
Dunque vi dicevo al principio che fa compagnia alla guida informativa e al cd-rom, entrambe destinati agli insegnanti e il pieghevole per genitori; entrando nella sfera degli arnesi destinati ai grandi. Parla di dislessia con l’obiettivo di renderlo momento universale: condivisione senza etichette, al di là dei problemi dichiarati. Piuttosto per dichiararsi l’unica dimensione per cui vale la pena vivere: l'amore.

di Roberta Maresci

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