Magazine Martedì 7 agosto 2007

La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

titolo: L'impressione di un mondo sbagliato
Ci risiamo.
Dopo lunghi anni a inseguire e sostenere un sogno, è successo: improvvisamente, per l'ennesima volta, tanto che non le so più contare e mi imbarazza quasi parlarne. Ho speso tutto, aldilà di ogni ragionevole convinzione. Anche quando ero faticosamente riuscito a passare oltre, per la prima volta, mi è venuta a cercare.
Ho soppesato il passato e quella certezza di trovarmi tra le mani qualcosa di speciale, unico, irripetibile, e l'ho preferita a un'idea appena nata, dolce e appassionante, ma troppo flebile per avere una chance. Non ho nulla da recriminare. Sono una persona equilibrata e ho fatto tutte le mie scelte, o quasi, in modo consapevole, sapendo cosa stavo rischiando.
Ci sono motivi profondi che la spingono ad agire così, ed alcuni di essi affondano negli angoli più oscuri della mente. E anch'io, ultimamente, ho abbassato la guardia, sicuro di una raggiunta, apparente, serenità. Non so neanch'io che sentire, se odiarla, compatirla bestemmiando la sfortuna/fortuna che ci ha fatto incontrare o semplicemente biasimare la mia testardaggine.
Resta un gusto amaro e l'impressione di vivere in un mondo che, giustamente, si è liberato del mito dell'amore eterno. Ma con esso ha abdicato con troppa superficialità al valore di una promessa, che pur con scadenza limitata, può concedere che in qualche momento ci si possa accontentare, che si debba faticare e sudare per ritrovare l'intesa, che accada, talvolta, di dover rinunciare a un pezzo di sé.
L'imperativo è non indugiare mai, muoversi sempre verso nuove, più facili ed immediate sensazioni. Non c'è paura del futuro. Semplicemente non ho ancora voglia di guardarlo. So di poter trovare le energie per cominciare daccapo, anche se, di nuovo, sarà doloroso.
Ma mi chiedo: di quel sogno che ne faccio?

La trasformi in ricordo, caro anonimo,
oltre che alquanto ermetico. Benché non sia poi difficile immaginare cosa sia successo. E dato che i ricordi sono sempre più piacevoli della realtà, specie se si seleziona un tantino, ne ricaverai non solo quel piacere un po'struggente che mi sembra ti si addica, ma anche qualche idea-guida per il futuro.
Più in generale, a proposito delle tue considerazioni sull'amore eterno e -più propriamente- sulla fedeltà, hai detto bene, il mondo si è liberato di un'ipocrisia enorme. L'unità delle famiglie, in passato, era fondata semplicemente sulle convenzioni sociali e su complicati interessi economici. O più banalmente sulla quasi impossibilità di sopravvivenza di una donna sola e lavoratrice con figli. All'interno delle famiglie accadevano cose che oggi giudichiamo reati punibili severamente, ma tutto veniva coperto dal silenzio. Purtroppo succede ancora oggi ed è bene sperare che, con la fine dell'ipocrisia, abbia fine anche l'orrore. L'unica differenza rispetto al passato è che gli uomini erano liberi di essere infedeli -la famiglia non si sfaldava certo per questo- le donne no. Non bisogna dimenticare mai che il delitto d'onore è diventato reato soltanto nel 1981!
Tutto questo non vuole renderti pessimista, anzi. Ho scritto molte volte -e ho la sensazione che tu l'abbia letto- che la fine dell'amore passione non porta necessariamente alla separazione della coppia. Anche se rimanere insieme e costruire qualcosa di solido è un lavoro duro come quello che ognuno di noi fa ogni giorno per portare a casa la pagnotta. Rimboccati le maniche e abbi pazienza, sei così romantico e al tempo stesso pieno di buon senso, che troverai di sicuro la persona giusta.
Auguri pieni di ottimismo,
Antonella

Nota per il giovincello che non vuole vedere la sua lettera pubblicata:
Per cominciare ti ripeto, come a tutti, che non rispondo più privatamente, innanzitutto perché le vostre mail non mi arrivano direttamente, ma da Mentelocale, quindi non ho i vostri indirizzi; poi perché non ritengo corretto che gli altri lettori siano privati di contributi che possono interessare. E questo vale anche per l'altra persona che mi ha scritto: posso rendere irriconoscibili voi e le vostre storie e rispondere, basta che lo specifichiate nella mail. Ciò detto, giovanotto, preparati a una bella sgridata. Sei giovane sì, ma non hai 14 anni. Studi e non puoi mantenerti? Pazienza, rimboccati le maniche (anche tu... si vede che oggi è la giornata...), cercati un lavoro anche modesto, senza abbandonare gli studi e vivi come hai scelto, sempre che tu abbia il coraggio di scegliere. Spiacente, non riesco a commuovermi sulla sorte di voi ragazzoni cresciuti (male), arrembati alla famiglia sino a età inconcepibili, con la pretesa oltretutto che la famiglia in questione accetti sempre le loro scelte. Di sicuro, se dimostrerai decisione, coerenza, impegno e serietà non potranno più criticarti. E se dovessero continuare, cambia famiglia...
Auguri anche a te.
di Antonella Viale

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